
Guida, titolare del negozio di via Baldanzi: "Al classico spesa di 500 euro, 300 in prima media. Sul vecchio sconti del 40% e sui vocabolari del 50%. Le famiglie hanno bisogno di risparmiare".
"Oggi il prezzo dei manuali usati che vendiamo coincide con il costo dei volumi nuovi che commerciavamo dieci anni fa". Francesco Guida (foto), proprietario insieme alla moglie del negozio di libri usati Il LibrONE in via Ferdinando Baldanzi 17/a, mostra il retro di uno stampato di letteratura italiana e indica il prezzo: "Vedete, adesso noi lo facciamo a 33 euro usato, dieci anni fa era il nuovo che aveva questo costo. Abbiamo fatto un calcolo generale: tutti i libri hanno fatto incrementare la spesa scolastica alle famiglie e infatti questo testo che ho in mano supera i 50 euro. I prezzi che un tempo erano nel nuovo ora sono nell’usato". E non si parla di un aumento dei costi di poco conto. "In linea generale, la spesa annua di un liceale che frequenta il classico si aggira intorno ai 500 euro – aggiunge Guida –. Anche lo scientifico e il linguistico sfiorano questa cifra. Poi ci sono i tecnici e i professionali. Anche la prima media ha subito un’impennata dei prezzi, con una spesa che supera i 300 euro all’anno. La corsa al risparmio e l’innalzamento della richiesta da parte di chi compra e vende usato coincidono, secondo il titolare de Il LibrONE, con il problema dell’inflazione.
"Rispetto agli scorsi anni adesso il negozio è più frequentato – aggiunge –. Qui vicino ci sono il Malaparte, il Cicognini, il Buzzi e il Copernico, ma le persone interessate alla compravendita di libri usati vengono da tutta la provincia, anche da Pistoia, Sesto e Firenze. La situazione economica non è buona e noi abbiamo deciso di fare lo sconto del 40% su cento su tutti i libri. I dizionari, invece, li facciamo a metà prezzo rispetto al costo del nuovo". Guida prende in mano un vocabolario. "Questo è IL, il dizionario di lingua latina più gettonato al classico e a prezzo pieno costa sui 120 euro – spiega. Per una famiglia è impegnativo sostenere una spesa del genere. È inevitabile che si buttino tutti sull’usato e al momento c’è equilibrio tra chi vuole vendere e chi ha bisogno di acquistare". La richiesta, dunque, è sempre più alta. "Prima, dal 2011 al 2015, avevamo il negozio da un’altra parte, in via Reggiana – conclude il libraio –, poici siamo dovuti spostare perché lo spazio era troppo poco per la domanda che avevamo. E così nel 2016 abbiamo aperto qui, dando più spazio ai libri e alle persone e trovando sempre nuovi metodi su come far risparmiare, come con le stampanti. Abbiamo un sistema unico sia a Prato che a Firenze: diamo la possibilità di ricaricare la cartuccia al cliente: un modo di spendere fino al 60% in meno del prezzo della cartuccia originale".
Lavinia Beni