"Festeggiamo il nostro venticinquesimo compleanno non guardando al passato, bensì pensando al presente e al futuro della Scuola di cinema Anna Magnani, che in un quarto di secolo è divenuta una realtà importante nella nostra città, nonostante il disinteresse di alcune amministrazioni comunali che si sono susseguite negli anni". Parole di Massimo Smuraglia, direttore della scuola che porta il nome di una delle più grandi attrici della storia del cinema, soprannominata affettuosamente Nannarella. Venticinque anni di vita, tra mille difficoltà; un compleanno importante che sarà festeggiato nello spazio della Gualchiera di Coiano. Una serata per soffiare venticinque candeline, piena zeppa di appuntamenti, martedì 8 luglio a partire dalle 21. Si comincia con quattro monologhi scritti da allievi ed ex allievi del corso di sceneggiatura (docente Gabriele Marco Cecchi), su temi importanti come la guerra, la pena di morte, l’identità di genere. Alle 21.30 avrà inizio il Fashion Show, ovvero ciak si sfila. Allieve ed ex allieve compariranno in scena con i vestiti della stilista pratese Eleonora Lastrucci. Oltre a sfilare, le ragazze reciteranno un brevissimo monologo sul rapporto tra moda e cinema.
Seguiranno due "vecchi" cortometraggi: Le parole sono importanti, lavoro di fine corso 2015 dell’allora allievo Gabriele Marco Cecchi che successivamente darebbe diventato docente (caso unico nella storia della scuola) e Il giorno in cui Vincenzo smise di mordersi le unghie delle dita dei piedi, da un racconto di Penelope Coronado Criuz, sceneggiato da Federico Fini e diretto nel 2003 dallo stesso Massimo Smuraglia. Il corto vuole anche essere un omaggio a Mario Giansanti, scomparso nel 2019, uno dei fondatori della scuola di cinema Anna Magnani. La serata dei festeggiamenti continua con la proiezione di due cortometraggi realizzati quest’anno: "Liberati amore mio", video poesia dedicata ai 29 martiri del nazifascismo di Figline e "L’attesa" scritto da Cecchi e Pignotti, ancora diretto da Smuraglia. Storia di due ragazze che alla fine degli anni Ottanta si trovano al bivio tra il coraggio di amare e il timore del giudizio altrui. Una parte del cortometraggio è stata girata nel Parco Museo Quinto Martini di Seano, dove è esposta una scultura intitolata appunto L’attesa. A fine serata non poteva mancare la musica con l’esibizione di Samuele Luca Cecchi, autore di gran parte delle colonne sonore dei lavori della scuola di cinema pratese. Gran finale con le ragazze vestite dalla stilista Lastrucci, mentre l’attrice e ballerina Veronica Mele coinvolgerà i presenti con sfrenati balli popolari. Per l’occasione l’artista Nadia Dell’Oro ha dipinto alcune tele che saranno esposte nel giardino della Gualchiera.
La serata ad ingresso libero (con un eventuale contributo volontario) sarà condotta dal direttore della scuola Smuraglia con l’attrice ed allieva Irene Nesci. Venticinque anni da festeggiare, tra ricordi aneddoti e tanto cinema, guardando al futuro e con la consapevolezza che in tutti questi anni la scuola di via Carbonaia ha lasciato insegnamenti preziosi a tanti ragazzi, oltre all’amore per il cinema.
Federico Berti