REDAZIONE PRATO

Penitenziaria, carenze di organico oltre il 50%

Le indagini della procura di Prato sul carcere della Dogaia sono partite nel luglio dell’anno scorso e sono culminate nella...

Le indagini della procura di Prato sul carcere della Dogaia sono partite nel luglio dell’anno scorso e sono culminate nella...

Le indagini della procura di Prato sul carcere della Dogaia sono partite nel luglio dell’anno scorso e sono culminate nella...

Le indagini della procura di Prato sul carcere della Dogaia sono partite nel luglio dell’anno scorso e sono culminate nella maxi perquisizione della scorsa settimana. Il bilancio di questi mesi di indagine è di 127 i detenuti perquisiti (27 dei quali indagati), sospettati di "aver beneficiato della disponibilità illegale di strumenti di comunicazione e di droga". Tutto il reparto di alta sicurezza con i suoi 111 detenuti sono risultati destinatari di perquisizione, ispezione e sequestro: 14 sono indagati, tutti italiani, perlopiù in carcere per reati di criminalità organizzata. Nel reparto di media sicurezza, gli indagati sono 13 (otto italiani e 5 stranieri). Sono sospettati di corruzione tre appartenenti alla polizia penitenziaria (hanno tra i 29 e i 32 anni). L’indagine ha compreso anche perquisizioni nei confronti di nove indagati nelle province di Prato, Napoli, Arezzo, Rom, Firenze e Pistoia. Dall’inchiesta emerge una situazione fuori controllo, caratterizzata da "un apparente massiccio tasso di illegalità e dalla estrema difficoltà di assicurare la sicurezza passiva dei detenuti", ha spiegato il procuratore Tescaroli che ha anche sottolineato come a fronte di 596 detenuti di numerose etnie, ci sia una cronica mancanza di personale di polizia penitenziaria (per gli ispettori e i sovrintendenti la carenza d’organico è del 47% e del 56,5%) e "l’estrema difficoltà di avere interlocutori stante l’assenza e il continuo ricambio di figure direttive". Anche nel caso del carcere Tescaroli è tornato a sottolineare la mancanza di risorse umane rispetto alla "complessità criminale del territorio", come aveva già fatto per le forze dell’ordine, polizia, carabinieri e guardi di finanza.