REDAZIONE PRATO

Il dibattito dentro il Pd . Lettera aperta a Biagioni: "Le priorità per ripartire"

Venti firme all’appello per un partito che si confronti più in profondità "forte di quanto messo in campo un anno fa con la vittoria alle Comunali". Il bisogno di "tornare tra la gente, nelle frazioni e ascoltare la base dei circoli".

Si anima il dibattito nel popolo dem

Si anima il dibattito nel popolo dem

Scendono in campo i “responsabili animati dal buon senso“ ma anche portatori di necessità impellenti dentro il Pd per animare confronto profondo al fine di non arrivare a sintesi superficiali.

“Bisogna superare la sindrome dell’8 settembre del ’43“ dice uno degli animatori del gruppo dei venti che ha scritto una lettera al segretario locale dem Marco Biagioni. “Quindi bisogna andare oltre lo smarrimento, riannodare le forze esistenti confrontandosi lealmente consci però della spinta che è stata espressa un anno fa quando ha vinto alle Comunali Ilaria Bugetti“. Venti firme sotto un appello circostanziato: sono personaggi conosciuti, esponenti ed elettori che si rifanno in gran parte all’area Bonaccini, distinguendosi però dai fedelissimi, riformisti, di Matteo Biffoni.

“Il superamento della attuale fase politica può avvenire soltanto attraverso la politica. Gli atti, le analisi e la progettualità sono cardini di un unico processo che riteniamo debba prendere il via dai percorsi collettivi e dalle intese, condivise da ogni sensibilità presente nel partito locale, che hanno generato la proposta programmatica consegnata alla città nel giugno del 2024 e che hanno determinato il raggiungimento del 52% del consenso - si legge nella lettera - La fase di crisi attuale non appare provocata dallo stallo dei processi politici, infatti, ma da eventi che troveranno soluzione, positiva nelle nostre attese, in luoghi lontani dalle nostre discussioni“.

E allora “il momento richiede al partito“ di mettere in campo alcune azioni-capisaldo. Come: “Identificare gli obiettivi e le priorità tra cui le prossime elezioni regionali e amministrative 2026; analizzare le dinamiche di potere e le relazioni che dovranno essere scevre da incursioni extra-partitiche; sviluppare strategie di comunicazione e negoziazione efficaci nel rapporto con la città; consolidare il radicamento territoriale valorizzando il lavoro nelle frazioni, a partire dal protagonismo dei circoli, e la relazione con le associazioni; individuare strategie atte a costituire piattaforme e iniziative in sinergia con i livelli regionali e nazionali e lavorare ad alleanze funzionali in sede locale per le amministrative 2026“.

E poi il richiamo alle dinamiche interne: “Focalizzarsi sulla risoluzione dei problemi piuttosto che sulla conflittualità tra le sensibilità nel partito promuovendo la coesione e l’intelligenza collettiva“.

Il gruppo dei venti si definisce “una componente di ispirazione progressista per l’unità democratica permeabile alle istanze della comunità, dei corpi intermedi, degli iscritti e dei cittadini“. E così “saremo aperti a coloro che vorranno ribadire la giustezza del programma che ha determinato il risultato elettivo per il governo della città nel 2024, consci che l’attenzione momentanea dedicata all’albero che cade non impedirà alla foresta di continuare a crescere“.

Il gruppo dei venti è formato da “attivisti del Pd“ tra cui due assessori della giunta, la capogruppo Pd in consiglio comunale e due dem del gruppo consiliare, alcuni componenti della segreteria provinciale e della direzione Pd e alcuni iscritti. E c’è anche la figura di un ex segretario dem, il tesoriere del partito e un delegato speciale della sindaca.

Ecco i firmatari: Derio Bacci, Luciano Bartolotti, Elena Bartolozzi, Maurizio Calussi, Nereo De Lazzari, Marco Del Tongo, Monia Faltoni, Bruno Ferranti, Gilda Fronzoni, Rio Germano, Paola Giugni, Sandro Malucchi, Marco Martini, Giovanni Mosca, Antonietta Mossuto, Daniele Pinai, Renzo Ponzecchi, Marco Sapia, Gabriele Zampini, Antonella Zinna.

Luigi Caroppo