
Cambiano le regole: dal 15 settembre cellulari vietati nell’orario scolastico
Il nuovo anno scolastico non sarà come gli altri. Il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha tracciato una linea netta: stop all’uso libero dei cellulari in classe e in generale durante l’orario scolastico, obbligo di attività di volontariato nel caso di giorni di sospensione e, se si verifica la condotta insufficiente, un esame di educazione civica. Misure pensate per restituire centralità al rispetto delle regole e alla responsabilità individuale, ma che ogni scuola è chiamata a declinare secondo le proprie modalità organizzative. Anche la valutazione della condotta diventa uno strumento cruciale dopo la riforma sul voto di comportamento: un 5 determinerà automaticamente la bocciatura, mentre con un 6 si potrà essere ammessi solo presentando un elaborato critico di cittadinanza.
A Prato il terreno è già pronto in vista del suono della campanella previsto per il 15 settembre quando i circa 30mila studenti pratesi saranno chiamati a rientrare in classe. Gli istituti comprensivi e le scuole superiori hanno giocato d’anticipo siglando accordi con enti del terzo settore, dalla Caritas alla mensa La Pira, dall’Emporio della solidarietà alla Cui. È lì che finiranno i ragazzi sospesi per comportamenti indisciplinati, chiamati a trasformare la sanzione in un’occasione di servizio alla comunità. Una scelta che, nelle intenzioni dei dirigenti, non vuole punire ma responsabilizzare, collegando l’errore al dovere di restituire qualcosa agli altri.
Al Buzzi, sottolinea il preside Alessandro Marinelli, i telefoni saranno lasciati sulla cattedra ed usati solo per scopi didattici. In parallelo, è stata siglata una convenzione con alcune associazioni cittadine per rafforzare l’educazione civica con esperienze concrete sul territorio. "Non basta spiegare il valore delle regole – spiega – serve viverle. Per la nostra scuola non è una novità, anche in passato ci sono stati casi di ragazzi sospesi per più di due giorni che hanno svolto servizio di volontariato".
All’istituto comprensivo Marco Polo, la dirigente Giuliana Pirone conferma la linea già sperimentata: telefoni custoditi in armadietti blindati per tutta la durata delle lezioni e divieto di chat di classe, ritenute terreno fertile per episodi di bullismo. "I ragazzi devono riappropriarsi di spazi di relazione non mediati da uno schermo", la sua posizione.
Diversa la scelta al liceo Livi e al Brunelleschi, dove la preside Maria Grazia Ciambellotti preferisce procedere per gradi: prima l’informazione con i genitori e i ragazzi, decisione che sarà condivisa con il consiglio d’istituto per stabilire regole di intervento: l’idea non è quella di usare metodi repressivi sequestrando i telefoni all’inizio delle lezioni, ma di responsabilizzare i ragazzi al divieto di utilizzo dello smartphone. Quanto al volontariato, "in sei anni non ho avuto praticamente mai sospensioni – osserva – ma ci prepareremo comunque con convenzioni con le realtà del territorio".
Al Marconi, invece, il preside Paolo Cipriani ha deciso di attrezzare ogni classe con cassette porta cellulari. Per le sospensioni, come prevedono le nuove misure, sotto i due giorni, i ragazzi resteranno a scuola svolgendo compiti di servizio; oltre i due giorni, saranno avviati ad attività di volontariato esterno, da documentare con una tesina e una prova orale di educazione civica.
Così anche Prato si presenta al via del nuovo anno, con regole più severe.
Si.Bi.