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Dopo l’allarme Dengue: “Non è un virus endemico. I casi autoctoni si evitano con la lotta alle zanzare”

Petrolo (Asl) spiega come difendersi dai pericoli della trasmissione che può avvenire anche attraverso la ’tigre’. “Nessuna infezione col contatto”

Una disinfestazione in corso (Foto di repertorio)

Una disinfestazione in corso (Foto di repertorio)

Prato, 29 agosto 2025 – La dengue non è una malattia virale endemica per l’Italia: i casi registrati in città, come quello della scorsa settimana su un cittadino italiano di rientro da un viaggio in India, sono di importazione. E allora come difendersi alle nostre latitudini da pericoli di trasmissione, posto che il vettore esclusivo per il contagio è la zanzara? A parlarne è la dottoressa Alessandra Petrolo, medico di Igiene pubblica e nutrizione al Dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro.

“Nostro compito è il contenimento della diffusione delle zanzare. Nell’ambito della campagna di lotta ai culicidi il Ministero della Salute ha emesso un Piano nazionale di prevenzione alle arbovirosi (virus trasmessi da vettori quali le zanzare). Facendo riferimento a tale Piano, la Regione Toscana ha approvato il Piano regionale di sorveglianza con indicazioni di prevenzione”. Un lavoro che dura tutto l’anno a partire dalla creazione “della rete dei referenti dei comuni per capire come ridurre il rischio della presenza di zanzare ed individuarne le tipologie.

La prevenzione è gestita dalla rete tra dipartimento di prevenzione e Comuni, ma è fondamentale il comportamento dei cittadini come evitare di lasciare accumuli di acqua stagnante in contenitori o sottovasi”. “Il vettore principale della dengue è la zanzara aedes aegypti, ad oggi non presente in Italia, ma la malattia può anche essere trasmessa da aedes albopictus (zanzara tigre). Quest’ultima può essere un tipo di vettore per la trasmissione del virus anche se servono altre caratteristiche: il serbatoio del virus l’uomo o l’animale, le condizioni climatiche e le condizioni per cui la zanzara si replica”.

La gestione dei casi importati di dengue varia a secondo dei mesi dell’anno: “In estate si parte a prescindere con la disinfestazione per la presenza di zanzare, come è successo la scorsa settimana. L’ attivazione è sempre veloce, entro le 24 ore. Una volta avuta la notifica dell’ospedale che è dengue confermata partiamo con la procedura di disinfestazione, la stessa che applichiamo se è solo sospetta (se c’è un contrordine viene fermato l’iter)”. La dengue come si manifesta? “Può essere sintomatica e asintomatica – prosegue – Dengue significa febbre spaccaossa. La complicanza più temuta, ma fortunatamente rara, della malattia è la forma emorragica”. La dottoressa Petrolo suggerisce per chi rientra da un viaggio e ha dei dubbi “di rivolgersi all’ospedale, di non usare antinfiammatori, al massimo la Tachipirina, e contattare subito il curante – dice – Meglio non tergiversare.

La trasmissione non avviene per contatto da uomo a uomo, ma serve la zanzara che punge la persona infetta e diventa veicolo di infezione per tutta la sua vita”. Si mette in moto una macchina che prevede un’indagine epidemiologica, la raccolta dei dati del viaggio e degli spostamenti fino alla preallerta del Comune. “A febbraio abbiamo fatto l’elenco dei referenti dei 7 comuni da contattare in caso di urgenza – spiega – L’intervento di disinfestazione in urgenza con la ditta che ha l’appalto col Comune è adulticida e larvicida. In prevenzione, di solito a inizio estate, si fa solo larvicida. Riguarda al caso pratese, la disinfestazione è stata fatta intorno all’ospedale e alle due case in cui l’uomo è stato prima del ricovero”. Segue un monitoraggio con trappole per le zanzare adulte: “I primi controlli sono a 7 giorni: in base al numero di zanzare catturate si decide se fare un’altra disinfestazione. Si deve impedire che si sviluppino casi autoctoni”.

Sara Bessi