
Un o dei tanti interventi dei vigili del fuoco effettuati per crollo di piante
È stata una vera e propria tempesta di fine estate quella che mercoledì sera ha attraversato, da ovest a est, l’intera provincia di Pistoia. Il culmine del maltempo, come previsto dalle previsioni meteorologiche, si è registrato intorno alle 22, quando una linea di temporali proveniente da ovest ha letteralmente spazzato sia la Valdinievole che la piana pistoiese, con raffiche di vento fino a 100 chilometri orari. La massima intensità è stata rilevata dalla stazione meteorologica di Monsummano, che ha segnato 102,2 chilometri orari.
Più contenute, invece, le raffiche sulla piana pistoiese, probabilmente più riparata dalle colline del Montalbano: a Pistoia (stazione del parco Gea) si è toccato un massimo di 60 chilometri orari mentre alla Ferruccia, ad Agliana, si sono raggiunti 66,5 chilometri orari. Vento forte anche in collina, con 83 chilometri orari registrati a Candeglia. Il fatto che le raffiche più violente – e quindi più pericolose – si siano concentrate in un’area relativamente ristretta ha limitato in modo significativo i danni al suolo. Se il fronte avesse mantenuto in maniera estesa velocità prossime, o superiori, ai 100 chilometri orari, il bilancio sarebbe stato ben diverso. Quello che ha colpito la provincia non è stata una tromba d’aria, come erroneamente riportato da alcuni, bensì un fenomeno noto in meteorologia come downburst, traducibile grossomodo come "raffiche di vento lineari".
In un downburst il vento fuoriesce con violenza dalla nube temporalesca dall’alto verso il basso, per poi correre parallelamente al suolo, espandendosi radialmente in più direzioni. Diverso è invece il caso di un tornado (o tromba d’aria), che consiste in un vortice di vento che si sviluppa dalla base della nube temporalesca verso il terreno e provoca danni molto intensi ma circoscritti. Un downburst, al contrario, può interessare aree molto più vaste, anche centinaia di chilometri, esattamente come accaduto mercoledì. Le raffiche che hanno colpito mercoledì la provincia di Pistoia avevano già percorso buona parte del Mar Mediterraneo: il sistema temporalesco si era formato nel primo pomeriggio tra le Baleari e la Corsica, dove si sono registrati venti fino a 160 chilometri orari, per poi giungere davanti alle coste toscane intorno alle 21.30 e in provincia di Pistoia circa mezz’ora più tardi. La pioggia, che alla vigilia aveva destato preoccupazione, non ha invece provocato particolari criticità negli accumuli: tra 20 e 30 millimetri millimetri in tutta la provincia, valori tipici di un normale temporale estivo.
Insolita è stata l’intensità con cui queste precipitazioni si sono concentrate in pochi minuti, causando alcuni allagamenti locali che si sono comunque risolti già nel corso della notte. Un temporale intenso e anche alquanto pericoloso che ci ricorda, ancora una volta, di quanto potenti possano essere i temporali estivi in questa fase di cambiamento climatico.