REDAZIONE PISTOIA

Accoglienza, la Fondazione Sant’Atto replica a 'Vicofaro continua'

Una nota in otto punti

Pistoia, 29 agosto 2025 - Su Vicofaro c'è molta polarizzazione. Volontari riuniti in “Vicofaro continua” si sono espressi su fb e la Fondazione Sant’Atto Ets per l’inclusione e la solidarietà a cui è stata affidata, in collaborazione con la Diocesi di Pistoia e con l'apporto di Caritas Italiana e di Caritas Firenze, la gestione dell’accoglienza delle persone migranti provenienti da Vicofaro, ha inteso replicare in otto punti. Primo: si tratta del primo caso di “allontanamento” e non “l’ennesimo”, come invece dichiarato dai volontari di “Vicofaro continua”. "Tutte le altre, pochissime, persone che hanno lasciato le strutture in questi due mesi - si legge in una nota - sono andate via volontariamente per motivi personali.

Secondo. Parlare di “disattenzione e impreparazione nella gestione della case” e alludere a “una linea precisa: quella di cacciare le persone considerate più problematiche” non corrisponde "alla verità ed è gravemente offensivo del lavoro di tanti professionisti".
Terzo punto. Due delle persone invitate a lasciare la struttura "sono state protagoniste di numerosi atti violenti gravissimi e inaccettabili che hanno messo seriamente in pericolo la loro vita, quella degli altri ospiti e del personale in servizio nella struttura".
La terza persona, "nonostante infiniti richiami in comunità e personali, ha continuato a fare uso di alcol e di stupefacenti, ed è un sospetto spacciatore".
Costoro - ed è il quarto punto - avrebbero avuto "tre giorni per lasciare la struttura ed è stato loro offerta assistenza". Supportato in tal senso chi avrebbe deciso di tornare nel proprio Paese. Un altro "ha rifiutato gli aiuti offertigli; il terzo è andato via minacciando e rivendicando anche per scritto di voler continuare a 'fumare e bere'".
Quinto punto. Le tre persone definite “problematiche” dal comunicato dei volontari pubblicato su fb "provengono da Vicofaro la cui 'linea del dialogo', almeno per loro, non ha evidentemente funzionato.
Anzi le tre persone in oggetto, nei due mesi in cui sono stati ospiti nelle nostre strutture, hanno rivendicato il diritto a fare come gli pare, rifiutando ogni minima regola elementare e nuocendo ripetutamente alla pacifica convivenza in comunità. Anni di accoglienza senza regole, senza controllo, in condizioni igienico sanitarie precarie e con pochissima assistenza non paiono aver dato frutto".
La citazione di don Lorenzo Milani - sesto punto di replica - "è fuori luogo e impropria, essendo questi ben noto per la passione e il rigore del suo metodo educativo.
Noi della Sant’Atto crediamo fermamente che un’educazione senza regole, ancorché elementari, necessarie ad una pacifica convivenza tra persone, senza minimo controllo, senza assunzione di responsabilità da parte dei soggetti è inefficace e inutile". Quando mancano questi presupposti "l’accoglienza rischia di diventare un 'parcheggio', come purtroppo a Vicofaro negli ultimi tempi. Le volontarie e i volontari di 'Vicofaro continua' lo saprebbero bene se davvero avessero frequentato Vicofaro negli ultimi tempi".
Settimo. La maggior parte delle persone ospiti delle strutture "sono contente di trovarsi finalmente in un ambiente pulito, sereno e dove, con l’assistenza degli operatori, sono accompagnati in processi di inserimento e autonomia che chiedono tempo ma che, passato anche il periodo delle ferie, stanno procedendo serenamente anche con l’aiuto prezioso delle istituzioni, Questura e Prefettura in primis".
Ottavo punto di replica. Questa "doverosa precisazione vuole dare ragione della verità e dei fatti e chiarire la passione comune per le persone, in special modo le più fragili".
Divisioni, radicalizzazioni, pregiudizi, finiscono "per porgere il fianco proprio ai detrattori dell’accoglienza.
Confidando nella bontà delle intenzioni di ognuno invitiamo tutte le persone di buona volontà a collaborare con fatti e non con parole, alla costruzione di un’accoglienza sempre più umana e rispettosa di tutto e di tutti".