Neonato portato via dall’ospedale, caccia alla madre in provincia di Grosseto

Il piccolo ancora non si trova. Il personale del reparto, che aveva tentato di fermare il padre, vive ore d’ansia

I carabinieri al Santa Chiara di Pisa (Del Punta / Valtriani)

(C)enricomattiadelpunta

Pisa, 3 marzo 2024 – Un’intera città con il fiato sospeso per quel fagottino che ancora non si trova. In ansia anche il personale della Neonatologia dove il piccino era in osservazione. Il bimbo, nato il 21 febbraio scorso con qualche problema di salute legato alla situazione di disagio della madre in gravidanza, ha bisogno di cure. Con le giuste attenzioni, infatti, ha buone possibilità di vivere in salute. Ed è proprio quello, la sua salute, l’obiettivo principale di chi lo sta cercando, i carabinieri. La madre risulterebbe fuori Pisa. Gli uomini dell’Arma sono stati chiamati il giorno stesso dell’allontanamento del bimbo, il 28 febbraio. Quando il padre lo ha preso dalla sub intensiva, dove si trovava a una settimana dalla nascita proprio perché i medici potessero monitorarlo, e lo ha portato fuori dall’ospedale Santa Chiara dove lo attendeva forse un conoscente. L’uomo è uscito dall’accesso di via Savi, quello sorvegliato da più telecamere, le stesse che il 21 aprile del 2023 immortalarono l’omicida della dottoressa Barbara Capovani.

I militari hanno da subito cercato il piccino anche fuori città allertando la polmare, la polaria e la polfer nel caso la donna fosse partita. E così - pare - è stato. Non si sa con quale mezzo ma avrebbe raggiunto la provincia di Grosseto. Non è chiaro se è da sola o da conoscenti che la ospitano. Il padre, di origine straniera, era stato invece rintracciato la sera stessa in provincia di Pisa, ma - si è appreso - non è stato collaborativo. I genitori sono conosciuti dalle forze dell’ordine. La coppia ha altri figli, uno vivrebbe con loro, altri sono stati già dati in affidamento. E forse temevano proprio che si ripetesse la stessa situazione. Era infatti partita una segnalazione per il quadro sanitario del bambino e il papà e la mamma avrebbero dovuto incontrare gli assistenti sociali, anche se non risultavano ancora provvedimenti restrittivi. "Proprio per questo – aveva spiegato il segretario provinciale Nursind, Daniele Carbocci – il personale non ha potuto fare altro". L’uomo è stato rincorso e chi era presente ha tentato anche di bloccarlo. In particolare un medico che è stato minacciato: "Lasciami andare o ti faccio del male". A quel punto, poi, forse lo ha consegnato a qualcun altro che lo stava aspettando. E del piccolo si sono perse le tracce. Personale che adesso è in apprensione per il neonato avendolo conosciuto e curato per sette giorni.