
Castelli Il cinema a Tirrenia è il paradiso perduto del nostro territorio. Con decreto 1466 del 3 gennaio 1932, venne...
CastelliIl cinema a Tirrenia è il paradiso perduto del nostro territorio. Con decreto 1466 del 3 gennaio 1932, venne creato l’Ente autonomo Tirrenia con un piano regolatore affidato a Federico Severini che prevedeva ville, alberghi e un’attività indirizzata alla cinematografia. Nel ’34 a questa iniziativa s’interessò il commediografo Gioacchino Forzano, all’epoca 51enne, dietro il quale sembra si muovesse Edoardo Agnelli. L’appezzamento di circa 200mila metri quadri venne acquistato al prezzo di 0,25 lire al metro, mentre l’amico di Forzano, Gabriele D’Annunzio, suggerì il nome di Pisorno, per l’ovvia miscellanea tra Pisa e Livorno. La società decise di costruire uno stabilimento cinematografico con studi e attrezzature logistiche e il progetto fu affidato al 40enne architetto e scenografo famoso Antonio Valente. Furono costruiti 35mila metri cubi che andarono a coprire 24mila metri quadri di terreno. Nella primavera del 1935 la Pisorno cinematografica girò il primo film, "Campo di maggio" del quale si dice sia stato soggettista lo stesso Mussolini. Negli anni a seguire e fino al 1943 furono prodotti 76 film. Nel 1937, però, Mussolini scoprì che la cinematografia era troppo importante per la propaganda e decise di fare un suo stabilimento a Roma chiamandolo Cinecittà. Dietro questa scelta sembra ci sia stata la spinta del livornese Galeazzo Ciano, geloso del potere del pisano Guido Buffarini Guidi.La guerra rappresentò uno spartiacque decisivo per il futuro del cinema a Tirrenia. Dopo che gli impianti furono requisiti prima dai tedeschi e poi dal Genio militare americano, si susseguirono istanze di fallimento e di gravissime perdite finanziarie che portarono nel ’60 all’arrivo nella nuova proprietà di Carlo Ponti. Nel decennio successivo, con il marchio Cosmopolitan film, furono girati a Tirrenia altri 40 film. Prima che Ponti decidesse lo stop all’attività degli studios motivandola con alti costi. Poi varie vicissitudini fino al cambio destinazione dell’area.