NATALINO BENACCI
Cronaca

Lunigiana sulle montagne russe. Voglia di natura, borghi e arte

Stagione turistica in chiaroscuro. "Sicuramente dobbiamo lavorare sulla diversificazione dei flussi". Pienone a Ferragosto, ma in alcuni periodi dell’estate sono state registrate flessioni di visitatori.

Turisti a Filetto, tra i borghi più originali della Lunigiana (Foto Pasquali)

Turisti a Filetto, tra i borghi più originali della Lunigiana (Foto Pasquali)

LUNIGIANA (Massa Carrara)

Luci, ombre ma anche tanto pubblico – italiano e straniero – affascinato dalle bellezze dei paesi incastonati sulle Alpi Apuane, in Lunigiana. Che grazie a festival musicali, artistici e feste medievali ma anche kermesse sulla Memoria hanno fatto piccoli-grandi boom di presenze, utili all’annosa causa della lotta allo spopolamento dei borghi di alta montagna. Gianluigi Giannetti, presidente dell’Ambito turistico della Lunigiana fa il punto sul trend.

I risultati sono soddisfacenti?

"Il turismo locale tiene rispetto al panorama nazionale. Il sistema di rete funziona e bisogna continuare in quella direzione. La collaborazione tra istituzioni e soggetti privati sta dando ottimi risultati".

"L’interesse può dirsi trasversale da parte degli operatori?

"La risposta è stata buona e l’interessamento per la Lunigiana è in crescita, sia da parte degli operatori commerciali esteri sia da parte di quelli nazionali".

Infatti a “Sharing Tuscany“ in primavera, dedicato alla promozione del territorio, sono arrivati 82 tour operator. E le manifestazioni in cartellone?

"Non abbiamo ancora i dati certificati sui flussi turistici quindi non si possono esprimere valutazioni certe, ma sentendo gli operatori e osservando anche il successo e l’affluenza ai molti eventi che si svolgono in Lunigiana, il giudizio può essere in linea con lo scorso anno. Gli eventi legati al turismo enogastronomico e culturale si sono rivelati risorsa importante. E puntare sulla destagionalizzazione ha ampliato l’offerta".

Un’analisi che si completa con le parole di Pierangelo Caponi, presidente e socio fondatore della cooperativa Sigeric, servizi per il turismo, oltre che presidente della Cna Turismo e Commercio di Massa-Carrara.

Quali numeri per la stagione?

"E’ partita un po’ in sordina a fine giugno, inizio luglio forse anche complice il meteo, insieme alla minor capacità di spesa soprattutto degli italiani. A luglio in particolare, almeno come sensazione, di quello del Nord Italia. Mentre i mercati stranieri classici, Nord Europa principalmente, hanno tenuto. Ad agosto, specie a cavallo di Ferragosto, tutto esaurito con seconde case piene e tante persone ’di ritorno’, insieme ai turisti".

Che tipo di turismo è questo?

"Ormai chi ha le case nei paesi è quasi più un turista che un residente, i periodi di permanenza si sono ridotti e non si fa più ’vita di paese’ per settimane come tempo fa. Anche perché si tratta delle seconde o terze generazioni".

E la distribuzione dei flussi?

"Rispetto al 2024, siamo tornati a vedere di più che nel passato dei super picchi alternati a periodi più tranquilli. Sulla miglior distribuzione dei flussi si può lavorare".

Da dove arrivano i visitatori?

"I mercati di riferimento restano Piemonte, Lombardia, Emilia, Veneto e ovviamente Toscana. Quanto agli esteri, si tratta per lo più di Germania, Olanda, Belgio, Inghilterra e Francia ma anche America. Il turista della Lunigiana è comunque sempre meno ’targetizzato’, vuol fare un po’ di tutto e sa di averne la possibilità. Se un giorno fa l’esperienza nella natura, quello dopo va in castelli e musei".

Tante sono le cose che si possono migliorare...

"La strada intrapresa negli ultimi anni è quella giusta, avanti con il lavoro di squadra, comprensoriale. Riflettori sempre su servizi, trasporti e connessione: quelli che viviamo noi da residenti sono gli stessi disagi che trova il turista, per quanto riguarda l’ente. Per chi lavora nel turismo, occorre sempre unire l’offerta per il turista e la quotidianità dei residenti, facendo in modo che vi sia integrazione. E siamo a buon punto: il turista da noi si sente un paesano, calato nel posto".

Irene Carlotta Cicora

Natalino Benacci

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