“Ti porto 3.000 euro”. Femminicidio a Barga, così Vittorio Pescaglini ha attirato la moglie all’ultimo appuntamento

L’uomo voleva firmare la separazione, ma lei si era tirata indietro. Maria temeva di restare senza soldi, senza casa e senza cittadinanza

Lucca, 28 febbraio 2024 – L’ha attirata in una trappola mortale, con l’esca dei soldi. “Vediamoci oggi pomeriggio davanti all’albergo – le aveva detto – ti porto 3000 euro in contanti...“. Ma a quell’ultimo appuntamento con la moglie Maria Batista Ferreira, in realtà Vittorio Pescaglini ha portato solo il suo micidiale coltello da caccia con una lama di 20 centimetri.

Lei si era tirata indietro all’ultimo momento, annunciandogli con un messaggio che non avrebbe firmato la separazione consensuale. E allora lui i suoi “conti“ con la moglie Maria Batista Ferreira ha deciso di regolarli così, massacrandola con quelle micidiali coltellate che l’hanno uccisa in pochi terribili istanti sul marciapiede di via Cesare Battisti a Fornaci di Barga, sotto una pioggia battente.

Il sostituto procuratore Paola Rizzo ora lo indaga dunque per omicidio volontario aggravato dalla premeditazione e dai vincoli familiari. Un binario che al momento punta diritto verso l’ergastolo. Vittorio Pescaglini, 56 anni di Fabbriche di Vallico, reo confesso del femminicidio, intanto è in carcere a Lucca, in attesa della convalida da parte del gip Simone Silvestri.

Al termine del primo lungo interrogatorio svoltosi fino a tarda notte nella caserma dei carabinieri di Castelnuovo Garfagnana, alla presenza dell’avvocato d’ufficio Mara Nicodemo, il magistrato ha ricostruito la dinamica e anche molti retroscena del barbaro delitto. Nel frattempo i carabinieri hanno anche trovato e sequestrato l’arma del delitto, un coltellaccio da caccia, praticamente un’arma da guerra che lui aveva portato da casa. Domani il medico legale Stefano Pierotti effettuerà l’autopsia.

Il luogo del femminicidio (Foto Borghesi). Nei riquadri Vittorio Pescaglini e Maria Batista Ferreira
Il luogo del femminicidio (Foto Borghesi). Nei riquadri Vittorio Pescaglini e Maria Batista Ferreira

Secondo quanto emerso dalle prime indagini e dalle dichiarazioni dell’omicida, Vittorio Pescaglini e la moglie Maria erano in pessimi rapporti da un anno e mezzo, ma la dinamica di questo conflitto è in parte diversa da quanto sembrato all’inizio. Lei se n’era andata dalla casa di Fabbriche di Vallico quattro mesi fa, esasperata da un rapporto ormai logorato. Il matrimonio risaliva al 2004, ma i due litigavano sempre più spesso. Voleva rifarsi una vita, se n’era andata di casa ed era anche caduta in un tunnel depressivo. Alle amiche diceva di aver paura di lui. A dicembre aveva tentato persino il suicidio. Il marito sostiene che l’abbia fatto per una delusione d’amore legata a un altro uomo. Maria Ferreira però non può dire la sua adesso.

Negli ultimi tempi era stato lo stesso marito Vittorio a chiedere con insistenza la separazione, stanco di questa situazione di logoramento. La distanza tra i due non aveva fatto cessare i litigi. In un caso a Fornaci erano anche intervenuti i carabinieri per capire i motivi di un’accesa discussione in strada, ma tutto era rimasto lì perché lei non aveva voluto denunciarlo.

La coppia era già andata in comune a Fabbriche di Vergemoli per preparare le pratiche della separazione. Lei aveva detto di sì, ma si era tirata indietro proprio lunedì mattina alla vigilia della firma, nel timore che gli accordi economici fossero a suo svantaggio e anche, erroneamente, per la paura di perdere la cittadinanza italiana, visto che era di origine brasiliana. Al magistrato, il marito ha dichiarato che è stato proprio quel messaggio della moglie arrivato lunedì con il “no“ alla firma a far scattare la scintilla omicida.

Un delitto atroce e anche premeditato quindi. Lui era furioso di quella nuova complicazione, ma le ha risposto che se il problema era economico allora le avrebbe dato intanto una consistente somma di denaro, 3000 euro in contanti. In quel modo l’ha convinta a farsi trovare nel pomeriggio all’appuntamento con la morte davanti all’albergo dove abitava da alcuni mesi. Ma in realtà progettava soltanto il delitto. Ha preso il coltello da caccia, è salito sulla sua Fiat Punto ed è andato ad attenderla. Nessun raptus, nessuna follia. Solo uno squallido femminicidio.