
A fine settembre via alla raccolta sulla costa. Nell’interno si comincerà a partire da metà ottobre
Ad un mese circa dall’avvio della raccolta delle olive in Toscana, il settore si prepara a una stagione che si annuncia ben diversa da quella dello scorso anno. Secondo i dati Ismea presentati a Firenze durante la selezione regionale degli oli evo Dop e Igp, il 2024 aveva fatto segnare un risultato eccezionale, con la produzione complessiva regionale raddoppiata rispetto al 2023 e attestata intorno alle 20 mila tonnellate (+101%), mentre l’Igp imbottigliata aveva raggiunto un volume di 2 milioni e 450 mila tonnellate (+9%). Un risultato che aveva superato ogni aspettativa e che resta però un’eccezione in un comparto caratterizzato da forti oscillazioni tra annate di "carica" e di "scarica".
"Il 2024 – spiega Fabrizio Filippi, presidente di Olma, cooperativa che raccoglie un migliaio di produttori olivicoli – era stato un anno straordinario dal punto di vista quantitativo, anche se le rese non erano altissime. Inevitabile che il 2025 porti meno olive". "È presto, però – aggiunge – per fare stime precise. Posso dire che alcune zone, come la provincia di Grosseto e quella di Siena, hanno una situazione migliore, mentre altrove le olive sono decisamente meno. Ci aspettiamo quindi un raccolto più contenuto".
Un fattore cruciale, come sempre, è quello climatico. Se negli ultimi anni le temperature elevate avevano frenato la diffusione della mosca olearia, quest’estate più "normale" ha favorito invece la sua presenza. "C’è, ma ormai le aziende sono attrezzate per fronteggiarla – sottolinea Filippi –. Se si interviene in modo corretto e tempestivo, il danno resta limitato. È chiaro che chi non fa nulla paga le conseguenze, ma le realtà professionali ormai hanno strumenti e competenze adeguati".
Il calendario della raccolta delle olive seguirà il consueto andamento: si partirà lungo la costa toscana già a fine settembre-inizio ottobre, mentre nelle zone interne, ed in particolare nell’area fiorentina, si arriverà dopo la metà del mese. In quanto alla qualità dell’olio toscano, dovrebbe restare, come sempre, elevata.
"Le imprese che hanno fatto dell’olivicoltura la loro vocazione hanno standard consolidati. Se le olive arrivano sane al frantoio e vengono lavorate nei tempi e con i giusti accorgimenti, la qualità dell’extravergine toscano – evidenzia il presidente del Consorzio – non è in discussione".
Infine, i dazi: incideranno sulle vendite? Secondo Filippi non in maniera così marcata come in altri settori. "Un olio che si vende a 30 euro la bottiglia – osserva – non perde competitività se arriva a 34,50. Certo, i dazi sono un problema che l’Unione Europea deve affrontare, ma per ora l’olio toscano soffre meno rispetto ad altri comparti agroalimentari".