REDAZIONE FIRENZE

Ex Comunale, no al dibattito. Il caso non entra in consiglio. Ma FI interroga il ministro

La conferenza dei capigruppo boccia la richiesta di una parte della minoranza. La parlamentare Erica Mazzetti invece porta il caso fiorentino a Montecitorio.

L’immobile nero e bianco costruito al posto del teatro Comunale che svetta da corso Italia

L’immobile nero e bianco costruito al posto del teatro Comunale che svetta da corso Italia

Il caso dell’ex teatro Comunale e del discusso cubo bianco e nero che svetta da corso Italia non arriverà in Consiglio comunale domani, primo giorno di lavori dopo la pausa estiva. A deciderlo è stata la conferenza dei capigruppo, l’organo che si riunisce ogni settimana per stabilire l’agenda del Salone de’ Dugento. La proposta avanzata da Eike Schmidt (Lista Schmidt Sindaco) e appoggiata con forza da Angela Sirello (Fratelli d’Italia) e Luca Santarelli (Noi Moderati) di dedicare una comunicazione ufficiale della sindaca Sara Funaro e un successivo dibattito al caso urbanistico più controverso dell’estate fiorentina è stata respinta.

Nonostante gli sforzi dei proponenti – con Schmidt che ha parlato della necessità di affrontare subito l’argomento su quell’ intervento che ha modificato lo skyline cittadino in piena area Unesco – la maggioranza, insieme ad alcuni esponenti dell’opposizione, ha fatto muro. In particolare Cristiano Balli (Pd), Giovanni Graziani (Avs Ecolò), Francesco Casini (Italia Viva) e Dmitrij Palagi (Sinistra Progetto Comune) hanno deciso di mantenere invariato l’ordine dei lavori deciso a luglio, come se nel frattempo in città non fosse accaduto nulla. A niente è servita la proposta di Santarelli di anticipare anche l’orario d’inizio del Consiglio per far spazio al tema, né le considerazioni di Sirello sull’urgenza di dare un segnale ai cittadini.

Ma la richiesta è stata semplicemente ignorata, suscitando ulteriore malumore tra i consiglieri che, con diverse sensibilità politiche, chiedevano trasparenza e chiarezza. Una scelta, quella della conferenza, che suona come una presa di distanza formale dal caso più dibattuto del momento, proprio mentre da più parti – opposizione e cittadini – si chiede conto del percorso autorizzativo che ha portato alla costruzione della torre e del cubo, e delle responsabilità istituzionali.

L’ex Comunale, insomma, non arriverà, per ora, in Consiglio ma di sicuro approderà in Parlamento grazie a un’interrogazione al ministro della Cultura Alessandro Giuli della deputata di Forza Italia Erica Mazzetti. Al capo del dicastero di via del Collegio Romano, l’onorevole forzista ha chiesto "quali provvedimenti di competenza il ministro intenda adottare per verificare non solo la correttezza sul piano formale e burocratico della trasformazione urbana delineata in premessa, ma anche la coerenza di questa con le leggi nazionali in materia di tutela del patrimonio artistico e architettonico". E se Giuli "ritenga necessaria l’adozione di misure preventive volte a garantire il mantenimento della qualifica di Sito Unesco al centro storico di Firenze". Mentre il consigliere regionale della Lega Giovanni Galli accusa, usando l’ironia, i due ex sindaci Renzi e Nardella (intervistati da La Nazione), e le amministrazioni comunali che si sono succedute in questi anni di "non averci capito un ’cubo’. Hanno sfregiato la nostra città. A livello estetico quella struttura è inguardabile e stona totalmente con i palazzi che la circondano".

AnPassan