
Prosegue il progetto di collaborazione tra il nostro giornale e il settimanale Vanity Fair, che i nostri lettori riceveranno in...
Prosegue il progetto di collaborazione tra il nostro giornale e il settimanale Vanity Fair, che i nostri lettori riceveranno in omaggio martedì 2 settembre con l’acquisto del quotidiano. Nel nuovo numero riflettori puntati su Valeria Bruni Tedeschi. A un certo punto - confessa - ha pensato che sarebbe stato giusto chiudere così, lasciare la recitazione dopo aver vestito i panni di Eleonora Duse, nel film “Duse” diretto da Pietro Marcello e in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia. "Mi sembrava il ruolo della vita, quello definitivo", dice l’attrice seduta sul letto, una t-shirt con la scritta "amour" e i capelli spettinati con grazia. "Ovviamente, poi ho cambiato idea".
Sessant’anni compiuti da poco, nata a Torino e cresciuta in Francia – madre pianista, padre industriale, sorella Carla, ex première dame e top model – Valeria ha trasformato la propria biografia in materia narrativa. Nei film che ha diretto ha fatto entrare lutti, passioni e memorie familiari; come attrice ha attraversato ruoli che hanno lasciato il segno, da “La seconda volta” di Mimmo Calopresti a “La pazza gioia” di Paolo Virzì, portando in dote quella sua cifra inconfondibile: fragilità e leggerezza, confessione e pudore.