
Francesco Colpizzi, presidente di Confagricoltura Firenze fa il punto sulla necessità di manodopera e la carenza di lavoratori
Nei filari fiorentini il lavoro c’è, i grappoli sono quasi maturi e il settore si prepara alla raccolta, ma a scarseggiare sono le mani. La carenza di manodopera è il vero freno alla vendemmia: da Confagricoltura a Coldiretti l’avvertimento è netto, mancano all’appello migliaia di braccia.
"Non è un problema solo stagionale – spiega Francesco Colpizzi, presidente di Confagricoltura Firenze – la mancanza di personale si avverte durante tutto l’anno". Un vuoto che riguarda sia i profili comuni, come i braccianti, sia quelli specializzati, abilitati a guidare i mezzi e usare i macchinari. A garantire la tenuta del sistema sono soprattutto gli stranieri, ormai oltre l’80% della forza lavoro agricola.
"Sono figure indispensabili – sottolinea Colpizzi – senza di loro molte aziende non riuscirebbero ad andare avanti. I giovani del territorio, invece, sono praticamente assenti". E pensare che le retribuzioni agricole non sono affatto basse e superano abbondantemente quelle di altri mestieri.
Resta poi l’incognita burocrazia: "Il meccanismo dei flussi (lo strumento con cui il governo regola l’ingresso dei lavoratori stranieri stagionali in Italia) non assicura arrivi rapidi. Le procedure, tra autorizzazioni e tempi burocratici, non riescono a coprire la reale richiesta delle imprese", conclude Colpizzi.
Che il meccanismo, nato per compensare la carenza, non stia dando i suoi frutti lo conferma anche Coldiretti, sottolineando che uno dei problemi principali del decreto – più volte denunciato dall’associazione – è che i lavoratori ricevevano spesso il nulla osta quando le attività di raccolta erano già terminate. "I tempi delle imprese e dei raccolti non coincidono con quelli della burocrazia – spiega la presidente della sezione Toscana, Letizia Cesani –. Ci aspettiamo un maggiore snellimento dal nuovo decreto flussi che, per velocizzare gli iter, ha aumentato la quota di pratiche gestite direttamente dalle associazioni, con l’obiettivo – conclude – di semplificare le procedure di assunzione e far incontrare realmente domanda e offerta".
Il quadro è chiaro: sono lontani i tempi in cui i giovani della città risalivano le colline e scalpitavano per entrare in vigna. E senza mano d’opera, anche la vendemmia più promettente rischia di restare nei filari.
gab.man