ANTONIO MANCINELLI
Economia

Fragranze, aspettando Pitti. I profumi di Toscana fanno boom

Export in forte crescita nel primo trimestre. Piacciono le realtà di nicchia e artigianali

I fatturati nell’industria della cosmesi sono costantemente in crescita

I fatturati nell’industria della cosmesi sono costantemente in crescita

Mentre l’appuntamento con Pitti Fragranze 2025 si avvicina - dal 12 al 14 settembre alla Leopolda di Firenze - il settore delle fragranze in Toscana si conferma come perfetto esempio di come tradizione e innovazione possano generare un’economia di successo. L’evento, vetrina internazionale delle creazioni olfattive più innovative, non è solo una fiera, ma il simbolo della vitalità di un settore che nella regione affonda le radici nella storia e cresce con numeri che lo rendono motore economico di rilievo. Il tema scelto, "Composizione", non è solo un richiamo artistico, ma una perfetta metafora della strategia di un distretto che compone saperi diversi: dalla profumeria artistica d’autore alla scienza cosmetica più avanzata.

È il caso di realtà come Elisir di Collina, che trasforma in essenza l’identità profonda del territorio, dall’Agrumorosa Fiorentina ispirata ai Giardini di Boboli al Cuoio Toscano che evoca le botteghe artigiane, dimostrando come la sostenibilità sia una leva potente.

Il settore cosmetico italiano, di cui la profumeria è parte essenziale, ha chiuso il 2024 con un fatturato stimato di 16,6 miliardi di euro, e le previsioni per il 2025 indicano un’ulteriore crescita. Sebbene non sia la prima regione per volume, la Toscana ospita il 6% delle imprese cosmetiche italiane e contribuisce al 3,6% del fatturato totale del settore. Un dato significativo che attesta la vitalità regionale è quello dell’export: nel 2024, le esportazioni dei distretti toscani sono cresciute del 20,9%, superando di netto la media nazionale. L’export toscano di cosmetica (inclusi i profumi), riguarda come principali mercati esteri Hong Kong, Stati Uniti, Francia, Giappone, Corea del Sud e Spagna.

Ancora più stimolanti sono i dati di Firenze: nel primo trimestre del 2025, le esportazioni della provincia hanno registrato un incremento del 13,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sul versante del mercato interno, i consumi toscani riflettono la vocazione turistica e di lusso della regione: se in Italia la profumeria (eau de parfum, dopobarba, ecc.) ha segnato una crescita superiore al 26% nel 2024, le marche toscane stanno beneficiando di questa domanda.

A guidare questa performance è un mix unico di nuove realtà e grandi nomi. Un esempio? L’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella, con una storia che risale al 1221, ha chiuso il 2024 con un fatturato record di 70 milioni di euro, segnando una crescita impressionante del 24,6% rispetto all’anno precedente. Un successo è legato alle tendenze globali che si stanno affermando nel 2025: la domanda dei consumatori si sposta verso fragranze di nicchia e artigianali, prodotti personalizzati e ingredienti naturali, terreno in cui eccellono maestri fiorentini come Lorenzo Villoresi o Sileno Cheloni che, con Daniele Cavalli ha dato vita al progetto "Profumoir", nel quartiere di San Niccolò.