LUCIA BIGOZZI
Cronaca

Strage in A1: il grido dei soccorritori: "Corriamo su strade dissestate". Escalation di incidenti, allarme 118

Il capo dell’emergenza Nocentini condivide l’appello della mamma di Giulia: "In Autosole ogni giorno uno scontro"

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Arezzo, 30 agosto 2025 – "Mi sono sentito quasi in colpa perché quell’intervento lo abbiamo gestito noi dalla centrale operativa". Quando pensa a Giulia e Gianni, la voce si spezza, non riesce a trattenere la commozione. Simone Nocentini, è stato un ragazzo con la divisa celeste e gialla della Misericordia, volontario nella stessa sede, a Terranuova: "Avevo sedici anni, mio padre è stato governatore". Lui conosce bene i volontari valdarnesi e la realtà di un servizio che ogni giorno si rinnova nell’aiuto a chi ha bisogno. Oggi che sta al timone del 118 conosce perfino ogni soccorritore della "grande famiglia" dell’emergenza. Eppure il pensiero è sempre lì, a custodire la memoria dei colleghi scomparsi e a rievocare il giorno dell’ultimo saluto. Nocentini era lì, nella piazza dei tremila.

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"Una tragedia che mi ha scosso; da un lato perché siamo stati noi a coordinare quell’intervento e dall’altro perché pensi che dentro quell’ambulanza potevi esserci tu. È un pensiero che in quei giorni non mi ha mai abbandonato", rivela. Lui, insieme alla squadra dell’emergenza, in tutta la provincia oltre mille professionisti tra medici, infermieri e soccorritori, corre sulle strade per salvare vite. E ogni giorno la centrale dell’emergenza gestisce centinaia di richieste di aiuto. Professionisti i impegnati nel soccorso. Corrono, sì (ma sempre nel rispetto delle regole del codice e dell’intervento in urgenza) e con loro viaggia anche il "tarlo" della sicurezza stradale.

Nocentini condivide l’appello alle istituzioni lanciato da Caterina, la mamma di Giulia Santoni, sopratutto "in un’estate nella quale abbiamo avuto un incidente al giorno proprio nel tratto aretino dell’Autosole. Quando il traffico diventa pesante in termini di flussi di veicoli, quel tratto va sicuramente in crisi".

Cosa c’è da fare? Per Nocentini, "oltre alla necessità della terza corsia che manca solo nel tratto aretino ma che sicuramente ha tempi più lunghi di realizzazione, occorre nell’immediato istituire la frenata automatica sui veicoli, camion e auto. Non solo: il divieto di sorpasso tra tir diventa fondamentale".

La percezione di sicurezza sulle strade, altro tema cruciale. Dal suo osservatorio Nocentini spiega: "I mezzi di soccorso, come tutti gli altri, si muovono nel rispetto delle norme del codice della strada e quando si dice che un’ambulanza corre, lo fa sempre nel margine di sicurezza e con gli appositi segnalatori visivi e acustici. Ma ciò che conta è che le strade siano più curate. Spesso troviamo buche nell’asfalto che possono causare un incidente, rappresentare un ostacolo alla linea dell’emergenza, e comunque rappresentano un elemento di rischio. È un tema importante e credo che nella nostra provincia, e non solo vale anche per il resto della Toscana, abbiamo bisogno di un lavoro serio di manutenzione sulle strade".

Ragionamento che Nocentini articola sulla base dei numeri. E i numeri raccontano di un’estate attraversata dagli incidenti, tanti e con feriti gravissimi. Su tutti il bilancio più pensate: sei morti in due mesi.