LUCIA BIGOZZI
Cronaca

Pd, roulette russa sui nomi. Arriva lo stop ai sindaci. In lizza anche l’outsider Boni

Dopo la direzione dem la segretaria Croci apre il tour per la rosa dei candidati. La maggioranza contraria alla corsa degli amministratori. Resta un’eccezione.

La segretaria provinciale del Partito democratico Barbara Croci

La segretaria provinciale del Partito democratico Barbara Croci

La riunione è finita a notte fonda. Nell’agenda di Barbara Croci, ci sono sette giorni di fuoco prima dell’8 settembre. Armistizio sulle liste, parafrasando la data storica? No, una "rosa" per Fossi. L’ok della direzione apre la via agli incontri in ogni vallata per comporre la rosa - ampia come richiesto dalla segreteria regionale, quindi oltre gli otto nomi canonici - sulla quale poi il leader Emiliano Fossi deciderà quali nomi e su quali posizioni. Compreso il numero uno, ora che pare ormai tramontata la ricandidatura di Vincenzo Ceccarelli. In calo anche le quotazioni dei sindaci, mentre tra i papabili si fa strada il nome di un outsider: Filippo Boni, scrittore e vicesindaco di Cavriglia.

Un nome sul quale i dem valdarnesi puntano la fiches rivendicando con forza (e da tempo) una rappresentanza territoriale nell’assemblea toscana. Se confermata, per Boni si tratterebbe di un debutto nella competizione elettorale per la Regione. Vedremo nelle prossime ore.

Lodo Ceccarelli: per il capogruppo Pd in consiglio regionale il partito aretino ha chiesto, a una voce sola, un posto in giunta come assessore esterno, se gli elettori confermeranno Eugenio Giani al timome della Regione. E dai rumors in arrivo da Firenze, sembra che il governatore abbia ascoltato la richiesta e sia disponibile a prenderla in considerazione. Il punto di caduta di un patto che da un lato valorizza lo standing politico-istituzionale di Ceccarelli e dall’altro "lega" il suo sì alla corsa per Palazzo Cavallo, nel 2026.

È lo schema uscito dalla direzione e ora sul tavolo regionale del Pd. C’è di più: la riunione ha rosicchiato ore alla notte dem per le decine di interventi su temi cruciali in questa fase e c’è chi ne ha contati una trentina. Del resto i nodi da sciogliere non sono semplici "accessori". L’altro tema al centro dei ragionamenti dem riguarda la candidatura dei sindaci. Secondo quanto filtra, a prevalere sulle sollecitazioni dei riformisti, è stata la linea schleiniana, contraria a mettere in lista gli amministratori, pure se campioni di preferenze, col rischio in caso di elezione di riportare quel Comune al voto.

In quest’ottica le quotazioni di Sergio Chienni da Terranuova e Roberta Casini da Lucignano sarebbero in calo pure se, proprio Casini, è considerata tra i "fedelissimi" di Giani. In base al regolamento, è prevista un’eccezione per un solo nome e a condizione che sia sostenuto da una motivazione di ferro. È l’indicazione che arriva dal quartier generale Firenze ed è quella che la segretaria Barbara Croci valuterà nel suo tour nei territori confrontandosi con gli esponenti locali del partito. Una corsa contro il tempo per chiudere la tela sulla quale, forse in una notte, Fossi cucirà otto nomi.