
La predella della pala con l’Annunciazione, eseguita nel 1527 da Francesco Signorelli, nipote del più celebre Luca
Un ritorno che ha il sapore dell’evento quello che sta accompagnando l’edizione di quest’anno di CortonAntiquaria. A fianco della tradizionale fiera mercato, la rassegna si arricchisce infatti della presenza di una tavola eccezionale: la predella della pala con l’Annunciazione, eseguita nel 1527 da Francesco Signorelli (Cortona, 1490 ca. – 1553), nipote del più celebre Luca. L’opera è tornata per la prima volta a Cortona dalla sua dispersione ottocentesca, legandosi a doppio filo con la storia della chiesa di Santa Maria delle Grazie al Calcinaio, dove la pala principale si trova ancora oggi collocata nel primo altare a destra del transetto. La committenza di quella pala si deve a Francesco di Mario Baldacchini, esponente di una delle famiglie cortonesi che, nella prima metà del Cinquecento, vollero adornare il santuario mariano con grandi pale d’altare. Accanto all’Immacolata Concezione, all’Assunzione della Vergine e all’Adorazione dei Magi, anche l’Annunciazione entrava così a far parte di un ciclo di opere che la tradizione attribuiva in blocco al pittore cortonese Tommaso Bernabei detto il Papacello. Solo studi più recenti, in particolare quelli di Laurence Kanter, hanno chiarito la questione distinguendo: a Papacello l’Assunzione, a Francesco Signorelli le altre tre pale.
La predella dell’Annunciazione, composta da piccole scene raffiguranti le Storie della Vergine, ha avuto una vicenda collezionistica tormentata. Smembrata dalla pala probabilmente durante i restauri della chiesa avvenuti intorno al 1840, fu verosimilmente acquistata dall’antiquario fiorentino Stefano Bardini che ne inserì alcuni elementi nella sua celebre raccolta. Una conferma arriva dal catalogo della collezione Bardini relativo a un’asta del 1902 svoltasi a Londra presso la casa Christie, Manson & Wood, dove compaiono due predelle con soggetti mariani suddivisi in più riquadri, riconducibili proprio al ciclo del Calcinaio. Per oltre un secolo se ne persero le tracce, mentre la pala di Francesco Signorelli restava saldamente al suo posto nella chiesa cortonese. Solo nel 2012 riapparve sul mercato antiquario internazionale una predella legata al ciclo, venduta a New York da Sotheby’s. Più di recente, nel 2024, la stessa tavola è tornata protagonista di una nuova vendita, entrando in collezione privata.
Oggi, grazie a un prestito d’eccezione, la comunità cortonese e il pubblico della mostra possono ammirarla di nuovo, a distanza di circa 150 anni. Un ritorno che non ha solo il valore di un recupero artistico, ma anche di una ricucitura della memoria collettiva. Le vicende di smembramento, spostamenti e collezioni private hanno infatti contribuito a disperdere un patrimonio che nasceva unitario, pensato per dialogare con la grande architettura rinascimentale di Santa Maria delle Grazie.