CLAUDIO ROSELLI
Cronaca

Tomasi parte da Sansepolcro: "Il ribaltone? Noi ci crediamo"

Il candidato del centrodestra dà il via alla campagna elettorale in Valtiberina "Le grandi Asl sono un errore: il referendum è un’arma per tornare al passato" .

Alessandro Tomasi coni tre candidati consiglieri Romanelli,. Chieli e Menci

Alessandro Tomasi coni tre candidati consiglieri Romanelli,. Chieli e Menci

"Il ribaltone in Toscana? Noi ci crediamo". Così Alessandro Tomasi, il sindaco di Pistoia candidato alla presidenza della Regione per il centrodestra (Fratelli d’Italia, Forza Italia, Lega, Noi Moderati e anche una lista civica) si è presentato a Sansepolcro, città che ha scelto come partenza della campagna elettorale in vista del 12 e 13 ottobre. Il ritorno del sole dopo una giornata incerta ha favorito ieri pomeriggio l’afflusso di persone a Porta Fiorentina, assieme ai vertici aretini del partito di Giorgia Meloni, ai sindaci di quasi tutti i Comuni della Valtiberina e ai candidati consiglieri di coalizione del comprensorio: Laura Chieli (FdI), Carlo Menci (Fi) e Alfredo Romanelli (lista civica).

È stata la prima volta che un aspirante governatore del centrodestra si è recato di persona nella città di Piero della Francesca e con idee chiare, specie sulla sanità: "Cercherò di togliere quell’aumento di 200 milioni di euro, voluto dalla giunta attuale, che serve per colmare il disavanzo – ha detto Tomasi – e ciò ha costretto a operare un aumento dell’Irpef. Togliere quindi l’Irpef, obiettivo che inseguiamo, significa di conseguenza colmare le perdite della sanità, che deve tagliare gli sprechi e non i servizi. C’era una promessa nel passaggio da dieci a tre Asl: quella di risparmiare le risorse e di efficientare i servizi; invece, sono aumentati i costi. I territori del sud della regione incidono di meno sulla politica sanitaria e a volte non vi è condivisione sulle scelte; di qui l’esigenza del referendum, che mette in dubbio il sistema delle macroaree e che vuole dare più potere ai sindaci".

Tomasi ha posto l’accento anche sulla rete delle infrastrutture ("Individuare le priorità e concentrarsi su quelle che garantiscono lo sviluppo", ha sottolineato) e soprattutto sui giovani, che studiano e si formano per poi abbandonare la terra di origine, poiché non attrattiva per le loro aspettative professionali: "È necessario invertire questa tendenza all’esodo, rendendo la Toscana una realtà produttiva importante", ha aggiunto. L’avvio dal lembo più a est della Toscana è stato un segnale inequivocabile di attenzione anche verso le aree cosiddette periferiche: "Non esistono distinzioni a livello di considerazione fra aree metropolitane e aree marginali, perché per noi ogni angolo di regione deve godere di pari dignità", ha concluso Tomasi.

Claudio Roselli