
Il Comune fa ripulire le bocchette di scolo del tunnel e valuta le criticità. Intanto oggi sono previsti altri temporali: una task force anti-allagamenti.
Non solo bombe d’acqua e temporali improvvisi. Dietro agli allagamenti del sottopasso Baldaccio c’è anche un nemico meno evidente: il fango e i detriti trascinati dalla pioggia dalla scarpata dell’ex scalo merci. Un dettaglio che l’assessore alle opere strategiche del Comune, Marco Sacchetti, aveva già indicato come una delle cause principali dei guai al tunnel dopo le due bombe d’acqua che in quindici giorni hanno messo a dura prova il sistema idrico nel suo complesso. E infatti, il primo intervento di messa in sicurezza ha riguardato proprio quella zona. Ieri gli operai comunali hanno lavorato lungo la collinetta che si affaccia sulla rotatoria, installando reti di protezione per contenere l’erosione. Un intervento semplice ma decisivo: senza difese, la pioggia battente aveva trascinato a valle grandi quantità di terra, invadendo la carreggiata e finendo per intasare i tombini della doppia canna del Baldaccio. Risultato: il sottopasso trasformato in una vasca d’acqua impraticabile. "Abbiamo rilevato – spiega Sacchetti – che durante le precipitazioni il fango proveniente dalla collinetta è colato fino alla fognatura del tunnel. L’ostruzione dei tombini ha causato l’allagamento e quindi l’intervento che abbiamo disposto è stato quello di mettere in sicurezza la scarpata, mitigando il rischio erosione. Era un’opera già programmata per settembre, ma abbiamo deciso di anticiparla". Il cantiere non si fermerà qui. Dopo la posa delle reti, è prevista la piantumazione dell’erba: un accorgimento utile a stabilizzare il terreno e ridurre ulteriormente la possibilità che la terra finisca in strada. Ma il vero nodo resta la gestione delle acque. "Occorreranno altri interventi – aggiunge l’assessore – per ridurre la portata di quelle che confluiscono nel sottopasso. Ci confronteremo per individuare soluzioni che consentano di svuotarlo rapidamente in caso di precipitazioni eccezionali". Tra qualche giorno, come annunciato, l’assessore metterà intorno a un tavolo tutti: progettisti, dirigenti comunali, impresa, direttore dei lavori e Nuove Acque. "L’obiettivo è chiarire quali eventi mandano in crisi il sottopasso e se ci sono state sottovalutazioni. Non è detto che ci siano errori, ma se qualcuno ha sbagliato dovrà assumersene la responsabilità. In ogni caso il Baldaccio non può restare così: a settembre dovremo definire le prime azioni concrete". E intanto il meteo non aiuta. Il centro funzionale regionale ha emesso un avviso di criticità con codice giallo per rischio di forti temporali e per rischio idrogeologico fino alle 20 di oggi. Si prevedono condizioni di instabilità a partire dalla tarda mattinata e nel pomeriggio, con possibili picchi fino a 40-50 mm in un’ora. Il Comune di Arezzo invita i cittadini a prestare la massima attenzione ed evitare la sosta in aree a rischio come sottopassi, ponti e argini di fiumi e torrenti; non percorrere strade allagate né attraversare guadi in caso di forti piogge; prestare la massima cautela negli spostamenti in auto; se possibile, fermarsi in un luogo sicuro durante i temporali più intensi; limitare l’uso dei veicoli allo stretto necessario, specialmente nelle ore più critiche; mettere in sicurezza beni e veicoli in zone potenzialmente soggette ad allagamenti; fare attenzione a possibili cadute di rami e alberi a causa delle raffiche di vento; evitare parchi e aree alberate durante i fenomeni più intensi.