
Il cinquantenne (a destra) è accusato di violenza sessuale nei confronti della figlia della donna (oggi 17enne e ospitata in una comunità protetta, ma 14enne all’epoca dei fatti) e protagonista anche dell’aggressione a Luigi Pelazza, inviato della nota trasmissione «Le Iene» su Italia 1, verso il quale si scagliò
di Claudio Roselli
La mattina gli notificano il divieto di avvicinamento e lui, per tutta risposta, la sera si ripresenta a casa della compagna spaccandole il naso, poi arrivano i carabinieri e succede dell’altro, fino a quando in piena notte non si vede spalancate le porte del carcere. L’individuo in questione non è di certo uno sconosciuto nelle pagine della cronaca: si tratta infatti del 53enne di origine campana, residente a e già accusato di violenza sessuale nei confronti della figlia della donna (oggi 17enne e ospitata in una comunità protetta, ma 14enne all’epoca dei fatti) e protagonista anche dell’aggressione a Luigi Pelazza, inviato della nota trasmissione "Le Iene" su Italia 1, verso il quale si scagliò perché gli aveva rivolto una domanda di chiarimento nel mostrargli gli atti osceni che proprio la ragazzina aveva filmato con il telefonino nascosto quando lei rimaneva sola in casa nelle ore in cui la madre era al lavoro e lui ne avrebbe approfittato contro la volontà della stessa, che poi ha rivelato tutti i dettagli.
La puntata era andata in onda mesi addietro, a inizio marzo. Stavolta – era la giornata di mercoledì scorso – l’uomo è andato sopra ogni limite con il suo comportamento furente, alimentato dal provvedimento che nei suoi confronti era stato emesso a seguito delle ripetute denunce per maltrattamenti inoltrate dalla compagna, un’albanese, assieme alla quale ha una figlia ancora giovanissima.
In serata, però, come se nulla fosse cambiato, il 53enne si è ripresentato chiedendo di rientrare: al rifiuto della donna, con conseguente animata discussione fra i due, ha reagito con pugno che le ha procurato la già ricordata frattura del naso; medicata al pronto soccorso, i sanitari hanno emesso una prognosi di tre settimane.
Erano le 21.30 circa e mentre lui scappava, lei ha subito chiamato i carabinieri, che nel giro di una mezzora sono riusciti a intercettarlo nel territorio del vicino Comune umbro di San Giustino; a quel punto i militari lo hanno condotto nella sede della Compagnia, nonostante lui si fosse opposto ai militari con gesti energici. Una volta portato a fatica all’interno della caserma – e pienamente consapevole del fatto che sul suo conto sarebbero scattate le manette ai polsi – è andato ancora di più in preda al nervosismo, danneggiando gli arredi e prendendo il vetro di protezione del telefonino per piegarlo, accartocciarlo e farlo diventare tagliente a mo’ di pugnale con il quale minacciare gli uomini di divisa.
Non è stato facile nemmeno in questo caso domarlo: i carabinieri ci sono riusciti che erano quasi le 4 di ieri mattina e lo hanno infine trasferito nel penitenziario di San Benedetto ad Arezzo. Adesso è a disposizione dell’autorità giudiziaria e dovrà rispondere, almeno per quanto avvenuto nelle ultime ore, dei reati di violazione del divieto di avvicinamento, di lesioni personali, di resistenza e di lesioni a pubblico ufficiale.
Non dimenticando che rimane ancora aperta l’altra questione legata allo stupro della minorenne, con l’aggressione non solo a Pelazza ma anche all’operatore televisivo.