
Il concerto di Luca Bassanese in ricordo di Emma Genovali e Leonardo Brown in piazza degli Alpini
Vivere momenti e attimi, apparentemente noiosi o stressanti, che fanno parte della vita, quotidiana, "da grandi". Farci caso, abbracciare, attraversare e apprezzare ogni secondo, camminare, anziché correre, anche incerti della meta, ma sfruttando, pienamente, il viaggio della vita. Farci caso, così come avevano cominciato a farlo, giovanissimi, Emma Genovali e Leonardo Brown, prima di quell’incidente in direzione mare che, due anni fa, se li è portati via. E come hanno ricordato Laura e Andrea, i migliori amici dei due ragazzi, dal palco di piazza degli Alpini durante "(A)mare", l’evento organizzato dall’associazione "Vivi con Emma & Leo", fondata, in ricordo dei due giovani, per alimentare sempre la speranza. Una speranza, una luce, pura, come quella riflettente dalle maglie bianche che hanno riempito la piazza tra gli stand con i gadget dell’associazione, il bar dello Sturla, i gelati di cremeria Emma, i panini di alimentari Silvia e i turbanti creati ad hoc "L’Ughetta", il cui ricavato, in parte, andrà in beneficienza alla Croce Verde, che fa da promemoria ai dettagli e alle piccole cose, belle e brutte, che fanno parte della vita, come parte, essenziale, di essa. E una speranza, come quella della musica, che ha accompagnato la serata, dalle 18 in poi, dei giovani allievi della scuola Feel Good, e quella di Luca Bassanese e della Piccola Orchestra Popolare, congiunzione tra la musica preferita di Leonardo e quella di Emma, "presenti, tra le tante anime, qui, in prima fila, come quando ci venivano a trovare", ha detto il cantante sul palco, in una zona, scelta appositamente dall’associazione, "perché non vissuta e abbastanza difficile". "Ed è la stessa da dove i ragazzi si sono dovuti dividere l’elicottero per Cisanello. Per questo abbiamo deciso di trascorrere la giornata e trasformarla, da una zona di ombra, in una di luce", ha raccontato la mamma di Leonardo, Manuela Guidi che, durante la serata, insieme a Ilaria Grazioli, la madre di Emma, ha annunciato anche l’idea del progetto "Vado a 30", con cui diffondere, tra i giovani ma anche tra gli adulti, un corretto stile di vita. "Perché la strada non è un’arena di combattimento ma un posto dove esprimere empatia per l’altro, a qualunque livello: tutti quanti dobbiamo avere rispetto dell’altro – ha detto –. E scoprendo empatia per il prossimo tutti saremo vincenti".
Gaia Parrini