MARTINA DEL CHICCA
Cronaca

Tragedia alla Bufalina. Cade e muore nel canale durante una passeggiata: "Era l’anima del paese"

Massimo Ghilarducci era uscito con il triciclo per fare la legna nella Macchia. Forse a causa di un malore ha perso il controllo del mezzo finendo in acqua. A far scattare i soccorsi due donne che hanno notato il corpo esanime.

A far scattare i soccorsi sono state due donne a passeggio. Sul posto l’ambulanza della Misericordia, l’automedica, carabinieri, vigili del fuoco e la Municipale di Vecchiano

A far scattare i soccorsi sono state due donne a passeggio. Sul posto l’ambulanza della Misericordia, l’automedica, carabinieri, vigili del fuoco e la Municipale di Vecchiano

Come tutti i torrelaghesi docg, conosceva la Macchia Lucchese come le sue tasche. Con i suoi pregi, e le sue criticità. Luogo dei giochi da bambino, e di battaglie con il Parco da adulto. Ma anche di infinite passeggiate quotidiane per Massimo Ghilarducci, ottant’anni compiuti pochi giorni fa, che ieri mattina si è allungato di buon’ora all’ombra della “sua“ Pineta per raccogliere la legna e farne scorta per l’inverno. Sua moglie Roberta lo aspettava a casa per pranzo, ma a casa Massimo non è più tornato.

Per cause in corso di accertamento, probabilmente a causa di un malore che lo ha sorpreso mentre col suo triciclo attraversava il viale sterrato, Ghilarducci è caduto nel fosso della Bufalina, dove il confine tra il Comune di Vecchiano si confonde con quello di Viareggio. Il suo corpo è stato rinvenuto nell’acqua da due passanti che hanno immediatamente fatto scattare i soccorsi, mentre il triciclo era rimasto incastrato sulle sponde sull’argine. Sul posto la Misericordia della frazione e l’auto-medica del 118, i vigili del fuoco e i carabinieri di Pisa, oltre agli agenti della Municipale di Vecchiano. Purtroppo, per Ghilarducci, non c’è stato nulla da fare. E in un attimo la notizia della sua scomparsa ha travolto la frazione, attonita difronte alla tragedia. E che si è stretta intorno alla famiglia, a Roberta – compagna di una vita – e ai figli Silvia e Alessandro.

Perché in paese tutti, ma davvero tutti, conoscevano Ghilarducci. Un uomo che ha abbracciato la vita di Torre del Lago in ogni sua peculiarità. È stato tra i fondatori della Pro Loco negli anni Ottanta, e anche presidente della locale sezione di Federcaccia oltre che consigliere di circoscrizione. Dall’impegno nello sport, in particolare con la Ninfea, dove ha ricoperto tutti i ruoli (giocatore, allenatore, dirigente e presidente); alla politica, dal Psi, al Movimento per i cittadini fino alla Lega. Spesso le cronache cittadine hanno accolto le sue riflessioni, in particolare sull’Ente Parco, ma Ghilarducci è stato anche un sostenitore dell’autonomia di Torre del Lago.

E comunque c’era sempre Massimo, quando il paese era chiamato a prendere decisioni importanti, nei momenti difficili e in quelli di festa. C’era, per portare un contributo.

"Massimo era un torrelaghese puro, impegnato in ogni realtà della frazione. Ma soprattutto – lo ricorda il dottor Antonio Tedeschi – per me è stato come un fratello. Un amico vero". Come un film, scorrono le immagini di una vita: "Dalle uscite a caccia, al calcio, fino alle lunghe chiacchierate. Mi mancheranno anche le discussioni politiche, che – dice – così come si accendevano così finivano. Con un sorriso". A Ghilarducci era legato anche il consigliere regionale della Lega Massimiliano Baldini: "Un’amicizia di venticinque anni e un percorso politico comune di quasi venti – racconta –. Era un mio punto di riferimento a Torre del Lago, ed ogni volta che c’era da parlare del paese la voce di Massimo – prosegue – era la prima che ascoltavo. Perché si identificava con la frazione pucciniana e ne conosceva ogni umore, ne era una delle memorie storiche più autorevoli". "Non dimenticherò mai – conclude Baldini – quando, non molto tempo fa, mi consegnò un corposo incartamento sul Parco di Migliarino San Rossore contenente la storia di questa istituzione e mi fece promettere che avrei sempre portato avanti la sua battaglia per un parco meno patrigno nei confronti delle attività, dei cacciatori e dei pescatori; più sicuro per i cittadini e più aperto allo sviluppo turistico".

Quel Parco che ha accolto l’ultima passeggiata di Ghilarducci.

Martina Del Chicca