GAIA PARRINI
Cronaca

Su un sito di foto rubate. La denuncia di Martinelli: "Anche io su quel forum"

Scoperte online immagini di centinaia di donne con commenti volgari e sessisti. Tra i volti noti, della politica e della tv, anche l’inviata viareggina de “Le Iene“. "Mi dispiace per tutte quelle, anche giovanissime, che ci sono finite dentro" .

La giornalista viareggina, inviata de “Le Iene“, Alice Martinelli sul caso di “Phica“

La giornalista viareggina, inviata de “Le Iene“, Alice Martinelli sul caso di “Phica“

di Gaia Parrini

Usate come vittime sacrificali lasciate alla mercé di branchi e sciacalli affamati. Come bambole inermi, corpi rubati, gettati e violati. Come i corpi, i volti e i nomi di centinaia, se non migliaia, di donne apparse nelle immagini, e in alcuni casi in registrazioni audio e dati sensibili, trafugate e trasferite, come puri oggetti, sul forum Phica.net. Un sito, apparentemente chiuso dopo le svariate denunce pubbliche di volti noti, del mondo dello spettacolo e della politica, su cui, ora, si può leggere “che le offese verso le donne, i linguaggi da branco e gli atteggiamenti denigratori sono sempre stati vietati, bloccati e denunciati “, come se già il suo nome non esprimesse una chiara dichiarazione di intenti, di oggettificazione e uso improprio, del corpo femminile, che conta, in 20 anni dalla sua fondazione, 200mila iscritti. E su cui sono apparse, in una raccolta sconfinata di immagini e volti rubati, con, annessi commenti volgari e sessisti, le fotografie di ragazze e donne cosiddette “normali“, senza un profilo pubblico, quanto di politiche, influencer e giornaliste, come la “Iena“ viareggina Alice Martinelli.

"Ci sono foto di anni fa, foto in costume, vestita, addirittura in gravidanza, prese sia dai post che, attraverso screenshot, dalle storie di Instagram. Mi fa orrore e mi dispiace per tutte le donne e le giovanissime che sono finite dentro a questa cloaca", racconta Alice Martinelli, che ha scoperto della sua presenza sul forum grazie a una segnalazione di una follower, scoprendo non soltanto un teatro, con server non in Italia, in cui vige la legge del commento più volgare e aggressivo, ma anche un canale Onlyfans a pagamento che, con 5 dollari al mese, dava accesso a una chat telegram privata, per almeno 7mila utenti e, facendo i conti, un guadagno di 35 mila euro al mese.

"Non si tratta di erotismo, ma di immagini di donne, anche ragazzine, prese senza consenso e buttate in un’arena di commenti orrendi e di uomini che, come un branco, cercano legittimazione sociale in questo modo. E chi non ha un volto noto, pubblico, come molte ragazze, e non è abituata ad avere a che fare con quella parte brutta dei social, di messaggi e commenti spiacevoli, è meno tutelata e ha meno strumenti per difendersi", aggiunge Martinelli, riflettendo su una situazione, diffusa ed estesa, in cui, a volte, purtroppo, anche chi parla, segnala e denuncia, senza però i riflettori di stampa e televisioni, sembra rimanere inascoltata, con una continua tendenza a minimizzare, ridimensionare e svalutare. A partire dai commento per le strade, alla "pacca sul sedere" in discoteca, e arriva fino all’apparizione, inconsapevole e involontaria, ma per decisione altrui, su di un sito sito che esiste, senza l’intervento, mai netto e radicale, di chi di dovere, in maniera più o meno esplicita e manifesta, da un ventennio. "Ed è una situazione pericolosa e violenta, perché legittima l’idea di una donna oggetto e di comportamenti che ci troviamo ad affrontare anche nella vita reale - conclude la giornalista - Nessuno si è mosso prima e questo fatto legittima comportamenti e pensieri ancora molto diffusi in tutto il Paese. Ma mi chiedo: cosa hanno fatto in tutti questi anni?"