
É accaduto alla stazione di Lucca, arrestati i presunti autori della rapina
Era alla stazione di Lucca, pronto per imbarcarsi come ogni giorno sul primo treno per Viareggio. Per entrare puntuale a lavoro, in un cantiere nautico della Darsena. Erano circa le 8.10, ieri mattina, quando il giovane operaio – un 27enne originario del Marocco, con regolare permesso di soggiorno – è stato aggredito. Colpito con i cocci di una bottiglia rotta per 50 euro e un monopattino: questo è ciò che i due aggressori hanno preteso con le cattive. Ma entrambi – un 32enne e un 31enne, anche loro originari del Marocco – alla fine sono stati arrestati per rapina aggravata ai danni del connazionale.
Secondo la ricostruzione degli agenti, i due malviventi avrebbero sorpreso l’operaio appena fuori dall’ingresso dello scalo ferroviario di Lucca. E lo avrebbero minacciato, chiedendogli 50 euro. Al rifiuto, avrebbero quindi tentato di sottrargli il monopattino: dapprima lanciando contro la vittima una bottiglia di birra vuota, poi uno dei due avrebbe rotto una seconda bottiglia colpendo l’operai al fianco sinistro, provocandogli una ferita superficiale.
La vittima, sanguinante, ha lasciato il monopattino, che i rapinatori hanno subito preso, e ha cercato di allontanarsi. Lo stesso hanno fatto i rapinatori, ma la loro fuga è durata poco.
Grazie alle chiamate al 112, fatte dai pendolari che a quell’ora gravitavano intorno alla stazione, e all’intervento della Polizia Ferroviaria, le volanti della Questura hanno intercettato i due uomini sulle mura urbane, a piazza Curtatone, trovandoli in possesso del monopattino elettrico. Un mezzo del valore di 399 euro, restituito al proprietario che ha anche esibito lo scontrino fiscale dell’acquisto.
La vittima è stata trasportata al Pronto Soccorso del san Luca, dove la ferita è stata suturata e giudicata guaribile in 7 giorni. I due presunti autori della rapina, 32 e 31 anni, senza regolare permesso di soggiorno in Italia e senza fissa dimora, già conosciuti alle forze dell’ordine, sono stati invece associati alla casa circondariale di Lucca su disposizione del Pubblico Ministero.
Red.Viar.