
La sorveglianza stagionale condotta a cura dei Servizi Veterinari delle Aziende USL Umbria 1 e Umbria 2 e del Centro di riferimento
"Gli esiti della sorveglianza stagionale condotta a cura dei Servizi Veterinari delle Aziende USL Umbria 1 e Umbria 2 e del Centro di riferimento per le malattie trasmesse da vettori dell’IZS Umbria e Marche su uccelli selvatici e sinantropici, hanno dato esito negativo per la presenza di virus, confermando dunque che il virus non è attivamente circolante nel nostro territorio". E’ quanto comunica la Direzione Sanità della Regione alla luce degli ultimi eventi. "Il West Nile Virus rappresenta infatti una preoccupazione per la salute pubblica, data la sua diffusione e la possibilità di causare malattie come la febbre West Nile e più raramente una forma di encefalite grave – spiega la Regione –. È fondamentale, dunque, comprendere come si trasmette e quali sono le azioni di prevenzione più efficaci. L’infezione umana da Wnv, in oltre l’80% dei casi, è asintomatica. Nel restante 20% dei casi i sintomi, che generalmente compaiono tra 2-14 giorni dalla puntura di una zanzara infetta, sono quelli di una sindrome pseudo-influenzale (comprendenti febbre, mal di testa, nausea, linfonodi ingrossati, dolori muscolari e stanchezza) ai quali si aggiungono, spesso, sfoghi cutanei. Seppur molto raramente - solo in meno dell’1% di tutti i casi – l’infezione virale può provocare una sintomatologia neurologica del tipo meningite, meningo-encefalite.
Il virus circola principalmente in un ciclo che coinvolge zanzare e uccelli selvatici – continua la nota –. In questo ciclo, gli uccelli fungono da serbatoio del virus e le zanzare, in particolare quelle del genere Culex (comunemente presenti nelle aree rurali e ad attività notturna), lo diffondono pungendo altri uccelli. La principale forma di prevenzione del Wnv e dei virus trasmessi dalle zanzare è attuata attraverso la protezione individuale e ambientale, al fine di limitare la possibilità di essere punti (ad es. utilizzare vestiti adatti, repellenti specifici) e di favorire la proliferazione e la diffusione delle zanzare (uso di zanzariere, rimozione delle piccole raccolte d’acqua non controllate dove le zanzare moltiplicano attorno alle abitazioni). Per contrastare tutti i virus potenzialmente trasmessi da zanzare, sono inoltre previste due tipologie di interventi di disinfestazione: trattamenti larvicidi e quelli adulticidi. L’approccio antilarvale agisce sulle larve di zanzara, che si sviluppano in acque stagnanti come tombini, caditoie e fontane, con l’obiettivo di colpire la zanzara nella sua fase acquatica interrompendo il ciclo di riproduzione. I trattamenti adulticidi, invece, mirano a eliminare le zanzare adulte in volo. Vengono utilizzati solo in casi specifici e in aree circoscritte, per ridurre rapidamente la densità delle zanzare infette.