CRISTINA CRISCI
Cronaca

Il ’dialogo’ artistico tra Milanesi e Mariucci

La mostra "Ma si immagini" sarà inaugurata domani negli spazi della Manica Lunga della Pinacoteca.

Una ventina di scatti fotografici di Enrico Milanesi arricchiti dagli interventi artistici di Elio ed Emanuela Mariucci

Una ventina di scatti fotografici di Enrico Milanesi arricchiti dagli interventi artistici di Elio ed Emanuela Mariucci

CITTA’ DI CASTELLO - Una ventina di scatti fotografici di Enrico Milanesi arricchiti dagli interventi artistici di Elio ed Emanuela Mariucci. Sarà inaugurata domani alle 18 negli spazi della Manica Lunga della Pinacoteca la nuova attesa mostra dal titolo "Ma s’immagini" che coinvolge due tifernati doc e molto apprezzati nei loro ambiti: Enrico Milanesi ed Elio Mariucci. L’esposizione è a cura di Lorenzo Fiorucci ed è inserita nel programma di "Estate in città". L’evento è stato presentato ieri mattina e nasce dal sodalizio tra un fotografo e un artista, chiamati ognuno a interfacciarsi con la poetica dell’altro.

Come è stata costruita la mostra? "In pratica l’artista ha selezionato venti personaggi, di cui insieme al fotografo si sono decise le pose, le luci e le gestualità. Il fotografo immortala i soggetti in quella che un tempo era la pellicola e che oggi è il pixel, si stampano i ritratti e l’artista interviene con la propria azione, rimodulando lo scatto originario. La scelta del bianco e nero e di luci che in qualche modo drammatizzano la scena, volutamente sobria ed essenziale, agevolano questa lettura", spiegano i due autori.

Un progetto originale che "nasce da un’idea semplice solo in apparenza - aggiunge il curatore Lorenzo Fiorucci - Mariucci sceglie venti personaggi e ne stabilisce pose e gesti; Milanesi li fotografa, restituendo in bianco e nero la loro fisionomia e introspezione; infine, i ritratti stampati diventano la base di un intervento artistico che ne ridefinisce i contorni. La vera forza risiede però nella scintilla che si accende tra i due linguaggi…".

Nel corso della preview anche l’assessore Michela Botteghi ha aggiunto che "chiunque visiterà la mostra non potrà non avvertire l’istantaneo e incomprimibile impulso di desiderare di essere il soggetto di uno dei ritratti di quella galleria".