
Denuncia presentata dalla mamma ai carabinieri che indagano
Foligno (Perugia), 30 agosto 2025 – "Mia sorella piange giorno e notte e ha paura di uscire. Se le arrivano messaggi sul telefonino corre da noi, qualcosa le si è rotto dentro...". Così alla Tgr Umbria la sorella dell’undicenne aggradita dal branco in centro a Foligno, una settimana fa. Episodio al vaglio dei carabinieri, finito al centro anche di un’interrogazione parlamentare, e che vede coinvolti una decina di minorenni. Si tratterebbe per la maggioranza dei casi di ragazzini e ragazzine con meno di 14 anni, quindi non imputabili. "Si erano scambiati dei messaggi e l’hanno invitata a uscire per chiarirsi – continua la sorella alla Tgr Umbria – poi hanno iniziato a chiederle di ripetere ad alta voce quello che si erano detti sui social, quindi gli schiaffoni, poi è stata presa per il collo e scaraventata a terra". Gli aggressori, non contenti, hanno ripreso la scena coi telefonini: i video sarebbero già stati acquisiti dai carabinieri, che visionano anche le telecamere del sistema di videosorveglianza comunale. "Mi rivolgo ai bulletti – è l’appello televisivo finale della sorella dell’undicenne aggredita –, ricordatevi di avere di fronte una persona che ha una storia e una famiglia. A chi subisce atti di bullismo dico invece di parlare e di confidarsi con i genitori, nessuno può aiutarvi meglio di loro".
La bambina era uscita per una passeggiata con un’amica e la mamma, che ha presentato denuncia ai carabinieri, ha appreso proprio dalla figlia, una volta tornata a casa, quanto accaduto. L’undicenne doveva incontrare due coetanee in piazza San Domenico. Una volta lì, l’avrebbero convinta a spostarsi in una zona più isolata dove sarebbe stata buttata a terra e picchiata da un ragazzino. Poi sarebbe stata presa per un braccio e trascinata fino a un punto ancora più nascosto. Qui sarebbe stata accerchiata e bloccata contro un muro da una decina di suoi coetanei, maschi e femmine. Alcuni avrebbero ripreso la scena con il cellulare, "ridendo". Accompagnata al pronto soccorso dai familiari, la bambina è stata medicata per le lievi lesioni riportate, "ma ora è ferita dentro", dice la mamma. La donna ha lanciato anche un appello: "Mi rivolgo alla comunità, alle scuole, alle famiglie. Questo non è un semplice litigio tra ragazzini. Questo è bullismo, è violenza, è sopraffazione. È un segnale che qualcosa si è rotto, nei legami tra educazione, socialità e responsabilità. Vorrei che si accendesse un riflettore".