CRISTINA CRISCI
Cronaca

Addio a Venanzio Nocchi, docente e stimato politico. Se ne va un pezzo di storia

Città di Castello, aveva 79 anni. Fu sindaco, assessore regionale e parlamentare. Il cordoglio delle autorità e del “Plinio il Giovane“ dove insegnò storia e filosofia

Venanzio Nocchi è stato un punto di riferimento per la politica altotiberina e umbra. Unanime il cordoglio

Venanzio Nocchi è stato un punto di riferimento per la politica altotiberina e umbra. Unanime il cordoglio

Città di Castello, 8 luglio 2025 – La scomparsa di Venanzio Nocchi, già senatore della Repubblica ed ex sindaco, segna una pagina triste per la sua amata Città di Castello. Un pezzo di storia tifernate se ne va con lui. Elegante, autorevole, sempre pronto al saluto, profondo conoscitore della realtà locale, mai banale, Nocchi è stato un politico di lungo corso, ma anche un intellettuale con una smisurata cultura sia classica che contemporanea. Aveva compiuto 79 anni il 27 aprile.

Lo piangono in tanti, rappresentanti istituzionali, mondo della scuola, ex studenti, associazioni culturali stretti in un ideale abbraccio alla famiglia. Indimenticato insegnante di storia e filosofia al liceo classico “Plinio il Giovane”, Venanzio Nocchi (da molti chiamato Gabrio) aveva iniziato fin da giovanissimo il suo impegno in politica fra le file del Partito comunista italiano e a soli 24 anni, nel 1970, fu eletto sindaco di Città di Castello, carica che manterrà fino al 1980 lasciandola poi a Giuseppe Pannacci, mentre rimarrà consigliere comunale per altri 13 anni. Alle elezioni politiche nel 1987 viene eletto senatore con il Pci: dopo la svolta della Bolognina, aderisce al Pds con il quale viene rieletto al Senato nel 1992, facendo parte di diverse commissioni (resta in Parlamento fino al 1994). Viene rieletto consigliere a Città di Castello nel 2001 con i Democratici di sinistra restando in carica fino al 2006.

È stato, inoltre, assessore regionale alla cultura, all’istruzione e alla formazione dal 1980 all’87. Autore di libri e pubblicazioni, ha contribuito alla fondazione del Festival delle Nazioni, facendo parte del cda fino a qualche anno fa. Appassionato del bel canto è stato un apprezzato “basso“ fin dagli anni Sessanta. La presidente della Regione Stefania Proietti così lo ricorda: “L’Umbria saluta un protagonista autentico della propria storia democratica. Figura centrale nella seconda metà del Novecento, Nocchi ha incarnato una visione della politica come servizio, colta, sobria e come costruzione collettiva del bene comune”. Il sindaco Luca Secondi: “Quello che lascia oggi in eredità in termini di valori, scritti, documenti, relazioni umane, sarà senza dubbio un importante e significativo patrimonio per la comunità”. Ieri in consiglio comunale è stato osservato un minuto di silenzio in suo ricordo. In una nota scritta con “profonda tristezza”, saluta il professor Nocchi anche il liceo Plinio.