
Stefano Scaramelli (Italia Viva)
Stefano Scaramelli, vicepresidente del Consiglio regionale, pronto a ricandidarsi con Italia Viva?
"Mi prendo ancora qualche giorno, il 6 presenterò il mio libro bilancio dell’attività in Regione, poi scioglierò le riserve".
Tatticismi a parte, si dice che potrebbe correre a Siena, Arezzo e Grosseto: non è così?
"Mi è stato chiesto un impegno importante. Ringrazio chi lo ha fatto, sono convinto che il sud della Toscana abbia bisogno di una rappresentanza forte".
Anche in giunta, magari alle infrastrutture visto il suo focus su Cassia, Tirrenica e treni?
"Questo è un altro discorso, ora non corriamo troppo".
Ci sarà da dirlo ai 5 Stelle e a una coalizione che ha spostato la barra a sinistra, non crede?
"Decideranno i voti dei cittadini. Per questo è importante che la lista riformista abbia un buon risultato. Siamo e saremo un elemento di garanzia per evitare che l’alleanza sia sbilanciata".
Azione non la pensa così e ha sbattuto la porta...
"I modelli sono Salis a Genova, Tommasi a Verona, Manfredi a Napoli. Siamo qui anche perché rivendichiamo il buon governo di Giani in questi cinque anni".
Però i temi inseriti nei famosi 23 punti sottoscritti con i 5 Stelle non sono indigesti anche per voi?
"Contano il programma e l’esito elettorale. E sono convinto che su infrastrutture e piano dei rifiuti andremo avanti sulla strada tracciata, così come non sarà riesumata la legge Marson sull’urbanistica".
Che risultato avrà la lista?
"Puntiamo a essere la seconda forza della coalizione, possiamo arrivare a eleggere quattro consiglieri".
Cinque anni fa la sua rielezione fu un’impresa, ora?
"Intanto devo ancora decidere. Nel caso, penso di aver dimostrato affidabilità politica e credibilità in tanti anni di esperienza. E i cittadini possono valutarlo serenamente".
Orlando Pacchiani