STEFANO BROGIONI
Cronaca

"Laurini maltrattava l’ex fidanzata". Adesso rischia un altro processo

Comparirà davanti al gup di Prato. È accusato anche di lesioni nei confronti di una ragazza fiorentina

Il buttafuori di Scandicci Emiliano Laurini comparirà davanti al Gup di Prato per l’accusa di maltrattamenti e lesioni nei confronti della ex

Il buttafuori di Scandicci Emiliano Laurini comparirà davanti al Gup di Prato per l’accusa di maltrattamenti e lesioni nei confronti della ex

Prato, 13 giugno 2024 – Il buttafuori di Scandicci Emiliano Laurini a ottobre di nuovo a processo: comparirà dinanzi al gup di Prato per alcuni presunti fatti di maltrattamenti e lesioni nei confronti dell’ex fidanzata A.B., la donna, fiorentina, a cui il 43enne è rimasto legato fino all’aprile del 2023. Il procedimento, inizialmente incardinato a Firenze, è stato trasferito a Prato perché ritenuto connesso e in continuazione con i fatti occorsi a Martina Mucci, per il quale Laurini è stato recentemente condannato a nove anni. Così ha deciso ieri mattina il gup fiorentino, che così ha consegnato virtuale al collega pratese il fascicolo, che nel frattempo ha ricevuto la richiesta di rinvio a giudizio del pm Valentina Cosci. L’udienza è fissata il 10 ottobre. Laurini è difeso dall’avvocato Luca Bellezza.

A.B. non ha mai sporto denuncia nei confronti del suo ex. Ma la donna, che era finita inizialmente nella rosa dei sospettati per l’aggressione alla barista pratese (avvenuta la notte del 21 febbraio 2023, al termine del turno di lavoro), descrisse agli inquirenti il rapporto avuto con il security, fatto, a suo dire, di intimidazioni e violenze subite stando insieme.

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Le ultime accuse al 43enne di Scandicci vengono collocate in un arco temporale tra il dicembre del 2022 e l’aprile del 2023, ovvero per l’intera durata della convivenza, in un appartamento nella zona di Vingone, tra la donna e il buttafuori. Laurini, che avrebbe agito accecato dalla gelosia, avrebbe ripetuto ingiurie, vessazioni e percosse anche durante un viaggio della coppia ad Amsterdam: voleva avere il controllo del suo cellulare (si sarebbe sostituito a lei nelle conversazioni in chat), l’avrebbe picchiata al volto e alle gambe (il 19 aprile venne refertata con 30 giorni a Torregalli), avrebbe determinato "un insano clima di timore e tensione nella convivente, infliggendole un regime di vita penoso e tormentoso, causandole profonde sofferenze e forti umiliazioni, costringendola altresì a vivere in un perdurante stato di soggezione psicologica".