
A Cerreto si chiedono. anche interventi. per l’inclusione degli stranieri foto archivio
Sos dai residenti del piccolo borgo di Cerreto, una manciata di abitazioni sulle colline sopra Figline, che cercano di trovare una soluzione per una convivenza tranquilla con i giovani extracomunitari ospitati nella struttura gestita dal Santa Rita. "Non abbiamo nessun pregiudizio sulla loro presenza, anzi parliamo con loro e talvolta quando li troviamo per strada a piedi li diamo un passaggio in auto – dicono alcuni dei residenti, che non superano la quindicina – Purtroppo siamo una comunità troppo piccola e meno numerosa a fronte della loro che è di una trentina di ragazzi".
Le difficoltà rappresentate dagli abitanti sono legate a questioni di convivenza: "Non ci sono problemi di violenza, semmai a volte parlano a voce troppo alta, gridano. Più volte abbiamo chiesto all’operatore di richiamarli su questi punti. Viviamo in un paese molto piccolo e con una viabilità assai limitata e difficoltosa".
Un’altra nota dolente riguarda l’approvvigionamento d’acqua che "avviene grazie ad una sorgente privata che finisce nelle case del borgo e anche della loro struttura che si trova nella pare più bassa del paese – dicono – Capita sempre più spesso che manca l’acqua nelle case e siamo costretti, di notte, a chiudere il deposito. La struttura di accoglienza viene rifornita di acqua con un’autobotte, ma noi questo servizio non lo abbiamo".
Il problema non sta, però, nella presenza degli stranieri, ma sta nel numero eccessivo accolto nella struttura. "Non si vogliono mandare via questi ragazzi, chiediamo una gestione migliore e la diminuzione del numero di persone", chiosano gli abitanti. che segnalano tra i problemi l’abbandono di sporcizia a terra. "Non abbiamo neppure il servizio di pulizia stradale, lo facciamo da soli. Si capisce che provengono da culture diverse. Abbiamo fatto presente anche questo disagio agli operatori, ma i provvedimenti annunciati non sono mai arrivati. Auspichiamo anche che siano adottati interventi strutturati per permettere loro una migliore integrazione in Italia. Problemi di sicurezza ci sono stati all’inizio, ma poi ne ne abbiamo avuti più".
Sul caso interviene Tommaso Cocci, candidato di Fratelli d’Italia al Consiglio regionale. "Il caso pone in evidenza quanto sia importante considerare con attenzione l’equilibrio tra accoglienza e caratteristiche del territorio – afferma – .Quando un piccolo borgo si trova ad ospitare un numero di immigrati superiore a quello dei residenti, è naturale che possano emergere difficoltà di convivenza e adattamento". Secondo Cocci "perché l’accoglienza sia sostenibile occorre un approccio che tenga conto della dimensione sociale, urbanistica e relazionale delle comunità, così da garantire inclusione e serenità a tutti".
Sa.Be.