
L’alluvione ha segnato profondamente la frazione di Bagnolo, a Montemurlo
"Dal Comune di Montemurlo pretendiamo ascolto e collaborazione sul tema della sicurezza del nostro territorio dopo l’alluvione e gli ultimi episodi di maltempo. Purtroppo assistiamo a un inconcepibile isolamento tra il Comune e i cittadini, dove l’unica forma di comunicazione sembrano essere esclusivamente ’i post su Facebook’ usati in modo monodirezionale e propagandistico". A sottolinearlo sono gli esponenti del Comitato di Bagnolo per l’alluvione, a margine dell’incontro avuto in Regione con l’altro comitato di Prato, l’assessore regionale Monia Monni, il direttore del Genio Civile Giovanni Massini e il presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno Paolo Masetti. La disponibilità delle istituzioni coinvolte dà fiducia al gruppo, insoddisfatto dall’atteggiamento del Comune. "Pur in clima preelettorale non sono state fatte promesse, ma esposte con franchezza le necessità e le possibili soluzioni, che per la vastità degli interventi a livello regionale sono di grande entità. Si parla di investimenti per 1 miliardo di euro, di cui oltre 100 milioni per Prato e Montemurlo, che dovranno essere reperiti tra risorse locali, regionali e soprattutto nazionali – fanno sapere dal Comitato – Nel concreto, la Regione dovrebbe presentare entro fine mese i nuovi studi relativi all’attuale rischio idraulico e l’indicazione sugli interventi da effettuare sui torrenti Bagnolo e Bardena, appartenenti al reticolo idrografico regionale, di loro competenza". La complessità delle situazioni dei due comuni è rilevante, in particolare per Montemurlo, dove sono pianificati interventi di maggior entità. "Per la parte relativa alla rete fognaria, Montemurlo è in attesa ancora di conoscere quando saranno terminati gli studi in corso da parte di Publiacqua, promessi entro il primo semestre ma di cui non si ha notizia", dicono dal Comitato. Nel frattempo, dopo la presentazione degli studi, la Regione ha aperto alla possibilità di segnalare, da parte dei Comitati, eventuali aggiunte o modifiche a livello specifico. "Questo è un aspetto importante per la possibilità di utilizzare ciò che abbiamo fatto negli ultimi due anni a livello di monitoraggio, rilievi, segnalazioni e verifiche di natura sperimentale e tecnica. Nel tempo abbiamo rilevato enormi difformità tra ciò che si dice e ciò che succede, tra le mappe e quel che è presente negli impianti, in particolare per la rete fognaria. La nostra ’sala di controllo sul campo’ è e rimane l’aspetto più importante per la gestione delle continue emergenze".
Francesco Bocchini