
Flash mob all’ingresso dell’ospedale Lotti
Ieri, in occasione della giornata nazionale di digiuno contro il genocidio a Gaza, promossa dalla rete “Sanitari per Gaza” con una serie di iniziative promosse sui territori. all’ospedale Lotti di Pontedera, in tarda mattinata, si è svolto un flash mob che ha riunito operatori sanitari, associazioni, sindacati, forze politiche e rappresentanti delle istituzioni. Presente tutta la Giunta Comunale di Pontedera.
"La campagna promossa dalla rete sanitari per Gaza ci richiama ancora una volta ad assumerci delle responsabilità di fronte a ciò che sta accadendo nella Striscia di Gaza e nei Territori Palestinesi. Come amministrazione ribadiamo quindi il nostro impegno alla difesa dei diritti delle persone e al rispetto del diritto internazionale e ribadiamo la necessità di non restare in silenzio di fronte al genocidio in corso a Gaza", è stato spiegato.
"Pontedera continuerà dunque a tenere accesi i riflettori finché la situazione non cambierà. Di sicuro li terrà spenti la notte di Capodanno in piazza se le bombe non cesseranno di martoriare le piazze e le strade di Gaza", ha aggiunto il sindaco Matteo Franconi. "Chiediamo al Governo di sospendere gli accordi militari e fornitura di armi ad Israele e di chiedere l’immediato cessate il fuoco e l’apertura di corridoi umanitari per aiuti alimentari e sanitari alla popolazione di Gaza", hanno detto i sanitari in digiuno per Gaza.
"Oggi, insieme ai professionisti della sanità dell’Ospedale di Pontedera, ho scelto di aderire alla Giornata nazionale di digiuno per Gaza, un’iniziativa nata in Toscana e diffusasi in tutta Italia grazie all’impegno di associazioni, sindacati, ordini professionali e istituzioni – ha aggiunto presidente della Regione Antonio Mazzeo – Un gesto semplice ma profondamente simbolico: serve a mantenere alta l’attenzione sulla tragedia umanitaria in corso, a esprimere vicinanza al popolo palestinese e a ribadire che non può esserci silenzio di fronte a un massacro quotidiano di civili, donne, bambine e bambini privati di cibo, acqua, medicine e colpiti persino negli ospedali".