MICHELA MONTI
Cronaca

Un’attesa lunga mesi. “Ho un tumore maligno E devo essere operato”. L’Asl: “Rispetteremo i tempi”

Il paziente pistoiese ha effettuato la preospedalizzazione a marzo per un intervento alla prostata che può essere effettuato solo a Prato. “Unico macchinario per un’area vasta”. L’Asl: “Sarà fatto per fine mese”

Un ospedale (Fopto di repertorio)

Un ospedale (Fopto di repertorio)

Pistoia, 9 luglio 2025 – È pronto per essere operato da marzo, a seguito di una diagnosi di tumore maligno alla prostata; la preospedalizzazione è già effettuata, con una terapia anticoagulante in corso per una trombosi venosa profonda a complicare ulteriormente il quadro clinico. Ma ad oggi, 9 luglio, Antonio Ginetti, 74 anni, pistoiese, è ancora in attesa della chiamata dall’ospedale di Prato. E adesso teme anche che scadano gli esami preoperatori, vanificando mesi di percorso sanitario.

A raccontare la sua vicenda è lui stesso, con una lettera dettagliata inviata alla Azienda USL Toscana Centro, alla Regione Toscana e ai giornali per chiedere un intervento urgente. “Ho dato piena disponibilità all’intervento chirurgico – scrive – consapevole della gravità della diagnosi e degli effetti collaterali, ma da allora non ho più ricevuto nessuna comunicazione. La mia preospedalizzazione risale a marzo e a quel che so a Prato ha validità solo per quattro mesi. Se non mi operano entro fine luglio – questo il suo timore –, dovrò ricominciare tutto da capo”.

Il suo è un adenocarcinoma prostatico, diagnosticato dopo una biopsia il 14 febbraio scorso. La malattia era stata sospettata in seguito a una risonanza multiparametrica eseguita a dicembre presso un centro convenzionato di Prato. L’Urologia dell’ospedale San Jacopo di Pistoia ha seguito il caso e, dopo la valutazione del Gruppo Oncologico Multidisciplinare, il dottor Simone Sforza ha proposto l’asportazione totale della prostata come trattamento prioritario.

Ginetti si è detto subito favorevole. Ma c’è un problema strutturale: l’intervento può essere eseguito solo presso l’ospedale Santo Stefano di Prato, unico nella zona dotato del robot chirurgico necessario. E quel robot deve servire un bacino di utenza enorme: non solo Pistoia, ma anche Empoli, Pescia e tutto il territorio pratese. “Si parla di circa cinquecento/seicentomila persone – osserva – a mio parere troppe, per una sola macchina. Specie considerando la non secondaria percentuale di uomini interessati da tale operazione”.

Oltre al tumore, Ginetti convive con una situazione cardiovascolare delicata: una doppia trombosi, l’ultima delle quali ha interessato una vena profonda alla gamba destra, per la quale è in cura da ottobre 2024 con Rivaroxaban. “Anche per questo – scrive – ritengo pericoloso continuare ad attendere, col rischio che il tumore evolva”. La richiesta del cittadino è chiara: un sollecito affinché venga rispettata la tempistica prevista per la preospedalizzazione e non si renda necessario ripartire da capo. Ma la sua testimonianza è anche una denuncia più ampia, che mette in luce la fragilità organizzativa del sistema quando si scontra con le urgenze oncologiche. E la domanda che pone è semplice: quanto può aspettare un paziente oncologico?

Nel pomeriggio di ieri, ecco la replica dell’Azienda Usl Toscana Centro: “Comprediamo pienamente l’importanza della situazione che il Signore ha evidenziato – premettono –. È premura assicurare che l’intervento era già stato pianificato, all’interno della programmazione chirurgica, per la fine di questo mese di luglio, in accordo con i protocolli clinici e le disponibilità operative e con le stesse valutazioni del dottor Sforza. È essenziale, inoltre, rassicurare sul fatto che per i pazienti con classe di rischio anestesiologico (analoga a quella del Signore), gli esami preospedalizzazione, hanno una validità di sei mesi – precisano –, conformemente ai protocolli in uso. Con l’occasione informiamo anche che la direzione aziendale sta attualmente valutando con le autorità regionali il potenziamento del parco delle piattaforme robotiche – conclude l’Ausl – per migliorare ulteriormente i tempi di intervento e l’efficacia delle procedure”.