
Il consigliere comunale, candidato alla segreteria cittadina, rende nota la decisione della commissione regionale. La palla passa al commissario.
"Per la commissione di garanzia regionale non c’è stata alcuna irregolarità. Ora si completi il congresso del Pd a Pisa e si lavori uniti per le regionali". Lo afferma il consigliere comunale e candidato alla segreteria cittadina Marco Biondi, commentando la sospensione di 30 giorni (comminata dalla commissione di garanzia pisana) dal Partito Democratico a suo carico, che la commissione di garanzia regionale ha definito priva di fondamento: "Non si può non rilevare la mancanza di presupposti e di condotte tali da giustificare detta sospensione".
A giugno 2025, lo ricordiamo, il congresso del Pd a Pisa era andato incontro a una forte tensione interna. Il primo voto, nel circolo San Marco–San Giusto, aveva visto Biondi in netto vantaggio, ma l’esito era stato contestato per presunte anomalie nell’anagrafe degli iscritti, tra cui 60 tessere considerate irregolari.
Da lì, prima la sospensione del congresso e poi la decisione della segretaria nazionale Elly Schlein di commissariare la federazione provinciale dei dem pisani, nominando il deputato Vinicio Peluffo commissario per gestire la fase di transizione e ricucire le fratture interne.
Il verdetto finale della commissione ha quindi "ristabilito la verità dei fatti" sottolinea Biondi (candidato alla segreteria cittadina con l’ala schleiniana contro Mario Iannella, espressione dell’ala bonacciniana dell’ex segretario provinciale Oreste Sabatino e al presidente del consiglio regionale Antonio Mazzeo), ritenendo la sospensione ormai decaduta, ma soprattutto "infondata".
"Un pronunciamento chiaro – aggiunge il consigliere comunale dem – che evidenzia come non vi fosse alcun presupposto né alcuna condotta che giustificasse il provvedimento disciplinare a mio carico. Questa decisione azzera ogni ombra sul mio operato. Per tutelare la mia onorabilità e riaffermare i valori di correttezza che mi hanno sempre guidato nell’attività politica, avevo scelto fin da subito di ricorrere alla commissione regionale. La sua decisione, presa all’unanimità, dimostra che la mia fiducia nelle regole e negli organismi del partito era ben riposta".
Biondi, sebbene la sua candidatura non fosse mai stata considerata illegittima, era finito al centro delle polemiche per le operazioni di voto di San Giusto. "Ora credo sia naturale e doveroso che il congresso comunale del Pd di Pisa venga completato – conclude il candidato di area Schlein, ma che si definisce riformista –. Un congresso che ha visto una partecipazione straordinaria, superiore perfino a quella registrata per la segreteria nazionale, e che ha già portato all’elezione della maggioranza dei componenti dell’assemblea comunale".
Con Biondi reintegrato, il commissario Peluffo potrà quindi fungere da punto di raccordo per rilanciare l’attività politica del Pd pisano, anche se sia per il nuovo segretario provinciale che per il congresso cittadino si andrà dopo le regionali.
Enrico Mattia Del Punta