MARIO ALBERTO FERRARI
Cronaca

L'intelligenza artificiale rivoluziona la dieta. Il segreto dell'app di Threpsy

L'applicazione ancora in fase di sperimentazione, portata avanti da alcuni studenti della Scuola Sant'Anna di Pisa e dell'Università di Trento, sarà un "medico portatile" a supporto dei nutrizionisti.

Il team di Threpsy

Il team di Threpsy

Pisa, 4 luglio 2024 - Un'applicazione che sfrutta l'intelligenza artificiale per rivoluzionare la gestione delle diete. È questa l'ambiziosa idea alla base di Threpsy, impresa innovativa portata avanti da quattro studenti poco più che ventenni della Scuola Sant'Anna di Pisa e dell'Università di Trento, che si è aggiudicata l'edizione 2024 del Demo Day Start Up Lab, contest tra le migliori idee di start up universitarie. Uno dei co-fondatori del gruppo è il 22enne Alberto Giovannetti, studente della Sant'Anna, ha spiegato l'obiettivo del progetto Threpsy.

Quale sarebbe?

"Sviluppare un'applicazione per supportare i nutrizionisti senza sostituirli, lavorando in maniera autonoma per creare piani alimentari personalizzati e adattabili in tempo reale. In questo modo si può facilitare il lavoro dei medici".

Ma nello specifico come funziona?

"Sulla base della dieta proposta dal nutrizionista la nostra app diventa un 'medico portatile', consigliando in tempo reale e automatico quali alimenti mangiare per rimanere a dieta, cosa fare in caso di eccesso calorico o se si è invitati al ristorante e non è possibile seguire le indicazioni del dietologo. Oppure l'app può suggerire, attraverso gli alimenti presenti in frigorifero, quali sono i più adatti da mangiare ogni giorno per seguire la dieta Ovviamente è solo un prototipo, ma puntiamo a renderla in futuro un'applicazione alla quale chiedi direttamente consigli su cosa mangiare".

Non teme però che alla lunga quest'app possa sostituire i nutrizionisti?

"Per noi è importantissimo che la tecnologia sia sempre a supporto dell'uomo e che un dietologo che ha studiato anni e che mantiene un rapporto umano coi pazienti debba essere valorizzato. A tal proposito, infatti, i suggerimenti che l’app fornisce sono basati sulle linee guida fornite dal nutrizionista che considerano le esigenze di ogni singolo paziente".

Questa idea da dove nasce?

"Da due fattori. Il primo è il dato che il 95% dei piani delle diete fallisce per la sua rigidità, per questo la nostra parola d'ordine è 'adattabilità', tanto per pazienti quanto per medici. Questo, combinato a un raddoppiamento delle rate di obesità dal 1980, fa capire l'importanza oggigiorno dell'attenzione all'alimentazione".

E il secondo?

"Dal fatto che sia io che la co-fondatrice Elisabetta andavamo in palestra ed eravamo molto interessati al fitness e al bilanciamento dei nutrienti. Allenandoci e studiando abbiamo scoperto che le persone, soprattutto negli Stati Uniti, consumano un sacco di farmaci per dimagrire perché non riescono a seguire una dieta. Abbiamo pensato che fosse meglio sviluppare quest'app che si fonda sull'alimentazione".

Ne avete parlato con qualche nutrizionista?

«Sì e c'è stato molto interesse per il nostro progetto. Speriamo di creare qualcosa all'altezza delle aspettative, siamo ambiziosi e motivati".

Mario Ferrari