
Il presidio dei sanitari pisani che hanno lanciato il digiuno per Gaza
Anche a Pisa ieri circa un centinaio di sanitari hanno aderito alla giornata di digiuno per Gaza, promossa per sensibilizzare l’opinione pubblica sull’emergenza umanitaria nella Striscia.
Una ventina di operatori si sono dati appuntamento all’ora di pranzo davanti all’ingresso dell’ospedale Santa Chiara, uno dei quattro presidi previsti in città. Altri gruppi hanno manifestato di fronte a Cisanello, al distretto integrato di via Saragat e davanti al dipartimento di prevenzione in galleria Gerace.
L’iniziativa nazionale è stata promossa dal gruppo Sanitari per Gaza e dalla campagna Bds "Teva? No grazie". Una mobilitazione che coinvolge operatori sanitari, associazioni e sindacati. Nata in Toscana, proprio a Pisa, si è rapidamente diffusa in tutto il Paese e registra numeri in costante crescita. Sul sito della Fnomceo, federazione nazionale degli ordini dei medici, sono già comparse le adesioni di numerose istituzioni locali. Secondo i dati raccolti tramite form online, le iscrizioni formali hanno superato quota 7mila, ma gli organizzatori stimano che la partecipazione effettiva sia almeno tre volte superiore. Oltre ai singoli operatori, hanno aderito più di cento associazioni, università e sindacati nazionali.
"La campagna è partita in maniera spontanea da una rete di sanitari – spiega Giusy Grasso, di Sanitari per Gaza, durante il presidio al Santa Chiara, proprio nell’ospedale dove, nella notte tra il 13 e il 14 agosto, morì Marah Abu Zuhri, la giovane palestinese evacuata da Gaza in gravi condizioni di malnutrizione –. Non siamo qui solo per digiunare, ma per fare richieste concrete: chiediamo di interrompere la commercializzazione di armi con Israele e che i nostri istituti di ricerca, ospedali e università riconoscano il genocidio. Con la campagna ‘Teva no grazie’, chiediamo il boicottaggio dell’industria farmaceutica Teva, non in quanto israeliana, ma perché sostiene l’azione genocidaria dello Stato di Israele".
Gli organizzatori sollecitano un impegno politico più incisivo: "Bene le dichiarazioni e le foto, ma servono atti concreti. Abbiamo scritto all’assessore regionale alla salute, al presidente della Regione e al responsabile del Meyer, anche in merito alla nomina del console onorario di Israele, ma siamo ancora in attesa di risposte". Anche la Cgil di Pisa ha aderito all’iniziativa, partecipando ai presidi davanti alle strutture sanitarie della provincia. In una nota il sindacato parla di "un atto di coscienza civile per esprimere solidarietà alle donne, agli uomini e ai bambini vittime di violenze, privazioni e bombardamenti".
Enrico Mattia Del Punta