CARLO VENTURINI
Cronaca

"Affitti per fuori sede, ancora aumenti mentre crescono gli studentati privati"

"A Pisa si nega nei fatti il diritto allo studio con affitti carissimi ed un mercato drogato dagli studentati...

Giulia Contini di Diritti in Comune

Giulia Contini di Diritti in Comune

"A Pisa si nega nei fatti il diritto allo studio con affitti carissimi ed un mercato drogato dagli studentati privati". E’ la netta posizione della lista civica Una città in Comune con il consigliere Francesco Auletta e Giulia Contini. Il problema affitti è annoso ma quest’anno ci sono nuovi fenomeni che secondo la lista peggiorano la situazione, e cioè gli studentati privati ed i B&b. "Il diritto allo studio è di fatto negato. Chi può permettersi di sostenere i propri figli all’università in queste condizioni? Quale studentessa o studente può affrontare serenamente l’università? La giunta Conti intanto celebra i nuovi studentati privati degli immobiliaristi, mentre dalla regione e dall’università non arrivano certo buone notizie sul diritto allo studio viste le centinaia di studenti e studentesse escluse lo scorso anno, per mancanza di posti, da un alloggio pubblico cui avrebbero avuto diritto. Questa non è democrazia, è privilegio": dice Contini. Incalza Auletta: "Alle porte del nuovo anno accademico Pisa è sempre meno accessibile per chi viene da fuori a studiare nella nostra città. Stanze, spesso fatiscenti, che raggiungono anche i 400 Euro a fronte di salari fermi e del progressivo smantellamento del welfare". I due membri della lista civica, affrontano il problema degli affitti brevi turisici. "Servono interventi normativi per limitare la piaga delle locazioni turistiche — a Pisa ogni due giorni una casa viene sottratta agli affitti ordinari — e una politica di riconversione del patrimonio pubblico in studentati, invece di una svendita di immobili preziosi agli investitori. Gli esempi si moltiplicano: ex caserma Artale, via Zamenhof, la Paradisa, ex facoltà di chimica. Il Comune, intanto, non rivede gli accordi territoriali e non apre alcun tavolo con proprietari e inquilini per garantire un accesso sicuro anche agli studenti: si tutela la rendita e si lascia decidere al mercato chi può o meno studiare. Per questo serve un’azione coordinata in tutte le città universitarie: difendere il diritto all’alloggio significa difendere il diritto allo studio, difendere il diritto allo studio significa costruire il futuro di un’intera città, così come del sistema-paese".

Carlo Venturini