FRANCESCO SCOLARO
Cronaca

Un ‘Allegro bestiale’ . Musica sulle Apuane tra filosofia e gag

Il festival porta sulle Alpi devastate dall’estrattivismo una riflessione coinvolgente con lo spettacolo di Telmo Pievani e la Banda Osiris.

Il festival porta sulle Alpi devastate dall’estrattivismo una riflessione coinvolgente con lo spettacolo di Telmo Pievani e la Banda Osiris.

Il festival porta sulle Alpi devastate dall’estrattivismo una riflessione coinvolgente con lo spettacolo di Telmo Pievani e la Banda Osiris.

La pieve romanica di San Martino, conosciuta come la Cappella (VIII secolo), a Fabbiano sopra Seravezza, domenica si è trasformata in un teatro. Il sagrato era il palco, il giardino antistante era la platea, la facciata col bel rosone illuminato, conosciuto come ‘Occhio di Michelangelo’ la scenografia. Il parroco, don Hermes Luppi è stato un anfitrione, simpatico e accogliente, pronto a far fronte ad ogni necessità con un sorriso.

Il Festival Musica sulle Apuane del Cai di Massa, con la direzione artistica di Gioia Giusti, è riuscito a portare sulle montagne uno spettacolo coinvolgente per la commistione di toni, dalla serietà della conferenza alla comicità della gag, il tutto accompagnato da ottima musica. Ma soprattutto uno spettacolo, Allegro Bestiale, carico di significato e denso di dati scientifici che il professor Telmo Pievani ha rivelato al pubblico con la sua rinomata e riconosciuta maestria di divulgatore.

Telmo Pievani è professore ordinario al Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova, dove ricopre la prima cattedra italiana di Filosofia delle Scienze Biologiche ed è esperto di teoria dell’evoluzione. Autore di moltissimi libri e podcast scientifici, 15 anni fa circa incontrò, al Festival della Letteratura di Mantova, i quattro affiatati polistrumentisti della Banda Osiris, gruppo musicale nato nel 1980. Da quel primo fortuito incontro iniziò un felice connubio che portò alla nascita di vari progetti teatrali e musicali a tema scientifico come ‘Allegro Bestiale’, lo spettacolo che si è tenuto a La Cappella.

"Il tema era la biodiversità e la sua drastica riduzione negli ultimi secoli, ma ancor più negli ultimissimi anni, a causa delle attività umane – sottolineano gli organizzatori –. Argomento di grande attualità di fronte al quale l’homo -sedicente- sapiens si mostra sordo e dimostra, come del resto è connaturato al suo modo di essere, scarsa lungimiranza, anteponendo il profitto facile e immediato a politiche che preservino la biodiversità, che va rispettata perché non solo ha valore di per sé, esiste da molto più tempo di noi e a prescindere da noi, ma permette la nostra stessa sopravvivenza come specie.

Lo spettacolo si è svolto in un luogo bellissimo e magico, ma che ha di fronte a sé lo squarcio delle cave di Trambiserra, da poco riaperte, e, di lato, il Monte Altissimo, dove il riconoscimento di terre di uso civico è contrastato da Henraux, Comune di Seravezza e Regione Toscana. Il tema dello spettacolo è urgente e ancora più vitale in una terra, come quella apuana, martoriata dall’estrattivismo, dove il profitto, oltre a non ricadere sulle comunità se non in minima parte, ma ad essere prerogativa di pochi, procura un danno indelebile alle montagne, alle acque che scorrono in superficie e in profondità, alla ricchezza di endemismi e biodiversità".