FRANCESCO SCOLARO
Cronaca

Peste suina, protestano i cacciatori: "Troppi restano fuori dalle battute"

La lettera-appello al gruppo di lavoro provinciale di Comitato Atc e associazione venatoria Anlc

Le difficoltà dei cacciatori che restano esclusi dalla lotta alla peste suina africana

Le difficoltà dei cacciatori che restano esclusi dalla lotta alla peste suina africana

Troppi cacciatori restano fuori dalla lotta alla Peste suina africana, che prevede il contenimento dei cinghiali: a mettere in luce la criticità è Emanuela Lello, componente del comitato Atc Ms 13 e rappresentante dell’associazione venatoria Anlc Massa Carrara, con una lettera inviata ai componenti del ’Got’, che altro non è che il gruppo di lavoro costituito a livello provinciale dal commissario straordinario per la peste suina, Giovanni Filippini.

Una questione complessa e articolata, che Lello prova a spiegare nei dettagli: "Il commissario Filippini con le ultime ordinanze ha istituito il Got provinciale, di cui fanno parte i rappresentanti dell’Atc Ms 13, delle associazioni venatorie, delle riserve di caccia, dei parchi, delle associazioni agricole, funzionari della Regione Toscana, polizia provinciale e dell’Asl, quest’ultima con compiti di coordinamento. Il punto è che, di fatto, è stata tolta la gestione della caccia programmata al cinghiale all’Atc, che ora ha un solo compito di supporto peraltro poco considerato. Infatti il gruppo di lavoro ha deciso che le azioni di depopolamento del cinghiale a scopo di lotta alla peste suina venga fatto solo dagli iscritti alle squadre in braccata al 31 dicembre 2023. Quindi hanno tolto l’iniziativa ai cacciatori della forma singola, ai selettori al cinghiale e ai cacciatori della forma ’in girata’, cioè i gruppi più piccoli, la possibilità di istituire a loro volta dei gruppi autonomi per poter effettuare queste operazioni. Ne rimangono tagliati fuori in tanti: cacciatori abilitati al prelievo dei nocivi, con tutti i requisiti richiesti dal commissario, che sono iscritti anch’essi ad ATC MS 13 e che come quelli delle squadre pagano la quota associativa ogni anno".

La richiesta avanzata da Lello è molto semplice: "Devono essere considerati tutti i cacciatori, anche perché le persone oggi escluse hanno impegnato risorse di tempo e anche economiche per farsi certificare la casa di caccia a norma con tutti i requisiti richiesti dall’Asl per la raccolta degli animali abbattuti, da dove vengono inviati i campioni all’Asl per gli accertamenti del caso".

E conclude: "Si chiede inoltre un tavolo di confronto diretto Atc-Got che da inizio emergenza non è mai stato fatto ma che ritengo molto utile: potrebbe rappresentare un bel passo avanti nella soluzione di questa emergenza, segno di una volontà di sinergia tra le parti coinvolte".