
La presidente dell’Anpi di Massa Emma Cordoni e quello provinciale Giancarlo Albori
La mostra permanente ’Resistenza 1943-1945’ della città di Massa resterà all’ex Cat. Nei giorni scorsi c’è stato un incontro fra l’Anpi di Massa e l’amministrazione comunale, rappresentata dal sindaco Francesco Persiani e dagli assessori al Pnrr Maura Ferrari e alla cultura Monica Bertoneri, riguardo al futuro della mostra e anche alla sede dell’associazione. Com’è noto nel Piazzale Partigiani (ex Cat) è in corso la riqualificazione con la costruzione di un nuovo edificio destinato a diventare un centro dedicato alla musica, alla creatività giovanile e alla cultura. "Un progetto – dice la presidente dell’Anpi Emma Cordoni – che riteniamo di grande valore per la città, finalmente dotata di uno spazio pensato per accogliere e valorizzare l’energia, le idee e i talenti delle nuove generazioni". Nel piazzale l’Anpi ha mantenuto per anni – seppure in modo provvisorio – la propria sede e la Mostra della Resistenza, trasferite nel 2012 dopo l’inabilità sismica di Palazzo Bourdillon, sede storica dell’associazione.
Ora, grazie a un accordo con l’amministrazione, l’Anpi è felice di annunciare che la Mostra della Resistenza troverà una nuova collocazione stabile proprio all’interno del nuovo edificio in costruzione. Com’è noto, era stata ventilata anche l’ipotesi di trasferirla in altra sede ed era stata fatta l’ipotesi di Forno, più adatta dal punto di vista storico e della Memoria, ma l’Anpi è di altro avviso. "Questa scelta – afferma infatti l’associazione – ci entusiasma, perché costruire un legame vivo con le nuove generazioni è parte integrante della missione dell’Anpi. Essere accanto ai giovani significa costruire insieme il futuro, condividendo con loro la memoria, i valori della democrazia e lo spirito della nostra Costituzione. Non è un caso se oggi 1 su 4 dei nostri iscritti ha tra i 16 e i 35 anni, e quest’anno contiamo di superare questa percentuale. Certo, il trasferimento comporterà delle sfide, ma l’Anpi è pronta a collaborare con il Comune per affrontarle con spirito costruttivo, nella convinzione che l’integrazione tra memoria e futuro rappresenti un bene per tutta la città. Ci è sembrato molto importante non interrompere la fruibilità della Mostra lasciandola chiusa “a data da destinarsi”: per questo, d’accordo con l’amministrazione, abbiamo costruito un percorso che consente una continuità nella visita, seppur in forma temporanea, durante la fase di transizione". Ecco le tappe previste: fino a settembre la mostra resterà chiusa ma dal 30 settembre ci sarà una riapertura temporanea presso Villa della Rinchiostra, al termine della mostra su Giò Pomodoro; nel primo trimestre del 2026, e comunque alla fine dei lavori in corso prevista dal Pnrr per il 31 marzo), apertura della Mostra all’ex Cat.
Resta aperto ancora il nodo della sede dell’Anpi. Su questo punto sono in corso altre interlocuzioni con l’amministrazione: la proposta dell’Anpi è il ritorno a Palazzo Bourdillon, sede storica dell’associazione e simbolo della memoria cittadina. "Si tratterebbe – dice Emma Cordoni – di una scelta non solo simbolicamente significativa, ma anche funzionale: accanto a Palazzo Bourdillon si trova infatti la biblioteca comunale, e il rientro in quella sede offrirebbe l’opportunità di costruire una sinergia concreta tra memoria, studio e divulgazione. L’Anpi potrebbe impegnarsi nella cura dei fondi librari e documentari relativi alla Resistenza e alla lotta di Liberazione, coinvolgendo in questo compito giovani volontari e sopratutto studenti delle scuole del territorio. I primi contatti avuti con il Comune ci fanno ben sperare in una soluzione positiva e condivisa".