LAURA SACCHETTI
Cronaca

Costa massese, stabilimenti devastati dalla mareggiata. Allarme dei balneari

Dalla Partaccia a Poveromo smontate le attrezzature nella notte di lunedì per salvarle dall’erosione. Spiaggia sparita e danni nei bagni della Croce Rossa, Marchini, Ida, Delfino e Artemisia

Stabilimenti balneari sotto attacco, inghiottita dalla mareggiata tutta la sabbia della riprofilatura

Stabilimenti balneari sotto attacco, inghiottita dalla mareggiata tutta la sabbia della riprofilatura

Massa, 9 luglio 2025 – La costa massese è stata duramente colpita dalla mareggiata di questi giorni. Il mare ha sferzato il suo colpo di grazia nella notte tra lunedì e martedì. Dalla Partaccia a Poveromo gli stabilimenti balneari sono stati smontati perché le onde avrebbero inghiottito anche l’attrezzatura, oltre che la sabbia. Le zone, già in forte sofferenza e che a giugno sono state interessate dai lavori diriprofilatura, si ritrovano in piena stagione a vivere l’incubo dell’erosione. E’ il caso dei bagni della Croce Rossa, Marchini, Ida, Delfino e Artemisia. Solo per citarne alcuni. La fotografia mostra una località balneare ancora una volta in ginocchio a causa dell’erosione.

La richiesta è sempre la stessa: interventi strutturali di difesa dell’arenile, perché la sabbia che viene portata deve anche essere protetta, altrimenti sono soldi buttati al mare. In Partaccia non si registrano gravi danni. Nel tratto del bagno della Croce Rossa la situazione è davvero disarmante. A giugno è stato realizzato un intervento di riprofilatura vanificato da questa mareggiata che ha portato via volume e lasciato un importante dislivello. Il mare si è infranto sulla staccionata messa a protezione della struttura. Scenario spaventoso anche al bagno Marchini. Non è una novità purtroppo che in questa zona le onde scavino fino alla strada e ilrischio è che prima o poi si portino via tutto. I milioni di euro spesi per tutelare questo tratto di costa sono svaniti.

La situazione non migliora proseguendo il viaggio verso levante. A Marina di Massa al danno causato dalla nave Guang Rong a ponente del pontile si somma la questione erosione. Appena il mare si alza gli stabilimenti si smontano lasciando spazio alla forza irrefrenabile delle onde. A Ronchi stessa cosa. Il mare è arrivato in alcuni casi a sfiorare le strutture durante la notte. Poveromo non resiste più. Dovrebbe essere l’ultimo baluardo delle spiagge lunghe di Massa, ma ogni anno si perdono metri cubi di volume. In alcuni punti si sono creati dei canali che risucchiano la rena che non viene più riappoggiata con la risacca amare calmo. Non bastano più i lavori di riprofilatura e nemmeno i ripascimenti se non si difende con opere strutturali l’arenile. Bisogna contenere il moto ondoso, provando nuove soluzioni che non impattano ma che si sposano con l’ambiente naturale.

«Lo diciamo da molti anni – afferma Itala Tenerani, presidente del Consorzio Balneari Massa –, sono necessarie opere strutturali a difesa della costa, perchè ormai gli interventi tampone non sono più in grado di mantenere stabilmente la spiaggia. Le mareggiate sono sempre più forti e più intense, forse anche a causa del cambiamento climatico, e se vogliamo tutelare l’arenile perlegenerazioni future è necessario un progetto in tempi brevi che sia davvero funzionale alla difesa del territorio e dell’economia balneare». «E’ stata una mareggiata intensa – dichiara Luca Martini presidente della Compagnia del Mare – aiutata anche dal forte vento. Il danno è all’intero arenile, perchè tutti i bagni dalla Partaccia a Poveromo hanno dovuto smontare le attrezzature, con tutti idisagi che ne derivano. Ogni anno ci ritroviamo con qualche metro in meno di spiaggia e con perdite di volume di sabbia. L’unica nota positiva al momento sembra che sia la partecipazione della Regione Toscana al finanziamento del progetto dei Tecnoreef® in una cella (quindi da scogliera a scogliera parallelamente alla linea di costa). Noi chiediamo che in contemporanea l’esperimento possa essere fatto anche in mare aperto a levante dell’ottavo pennello almeno per 200/300 metri per vedere gli effetti di questa forse unica soluzione. Crediamo che potrebbe essere l’occasione per l’Autorità Portuale di partecipare a questo finanziamento in linea con quanto da sempre dichiarato, ovvero la possibile convivenza dei sue sistemi economici: porto e turismo balneare».