DANIELE ROSI
Cronaca

La Cgil suona la sveglia: "Così allontaniamo gli elettori di sinistra. Bisogna cambiare passo"

Il segretario Nicola Del Vecchio prende spunto dall’esito referendario "50mila voti che non possono andare dispersi con la corsa alle poltrone. C’è una comunità chiara che invoca il cambiamento degli ultimi 20 anni".

Il segretario Nicola Del Vecchio prende spunto dall’esito referendario "50mila voti che non possono andare dispersi con la corsa alle poltrone. C’è una comunità chiara che invoca il cambiamento degli ultimi 20 anni".

Il segretario Nicola Del Vecchio prende spunto dall’esito referendario "50mila voti che non possono andare dispersi con la corsa alle poltrone. C’è una comunità chiara che invoca il cambiamento degli ultimi 20 anni".

Più di 50mila voti che rischiano di andare sprecati per le scaramucce di poltrona della sinistra. Così il segretario della Cgil Nicola del Vecchio interviene sulla diatriba politica che sta infiammando questo inizio di luglio e che, con la riconferma di Luca Panfietti all’Erp, ha visto posizioni imbarazzanti, stop and go e ritrattazioni che, come è stato detto, allontanano gli elettori dal voto. "Il referendum – scrive Del Vecchio – che in provincia ha visto la partecipazione di 50mila cittadini, ha detto con chiarezza che esiste una comunità che invoca un cambiamento nelle politiche di questi 20 anni, tutte con un’impronta neoliberista rispetto a cui anche il centrosinistra ha delle responsabilità. Per questo è fondamentale un nuovo protagonismo politico, sindacale, culturale capace di costruire un’alternativa dal basso risvegliando le coscienze e puntando sul senso di comunità e su un perimetro progressita chiaro e coerente, che renda evidente le differenze tra destra e sinistra. Quei voti sono la base da cui ripartire. Nelle scorse settimane abbiamo incontrato migliaia di persone, tante deluse, arrabbiate, stanche, cercavano un po’ di attenzione, la risposta ai propri bisogni, di sentirsi parte di un sistema dal quale si sono sentite tradite e abbandonate. Questa rete fatta di partecipazione non va dispersa, a livello nazionale e a livello locale. Le istituzioni devono riavvicinarsi ai cittadini, non essere chiuse nei loro palazzi, interessate solo all’autoconservazione delle rendite di posizione e dei propri gruppi dirigenti non rendendo manifesta la differenza tra destra e sinistra. Dietro alle enunciazioni, alle prese di posizione, quali sono le azioni concrete? Come si può immaginare che forze politiche che osteggiano questa visione alternativa diventino artefici degli equilibrismi politici locali, dove si continuano ad alimentare le ambiguità? Si parla dell’importanza delle infrastrutture per rendere un territorio competitivo, ma poi non si fa nulla per rendere operativi i progetti: basti pensare che il Piano regolatore portuale sembra su un binario morto, le istituzioni paiono più interessate a piantare bandierine che ad occuparsi dei problemi. Abbiamo organizzato un convegno sul tema, presente il presidente della Regione, dove hanno partecipato tutti gli attori del territorio: ci saremmo aspettati che a livello politico e istituzionale qualcuno si facesse carico di quelle proposte e le portasse avanti, invece nulla è accaduto. In autunno ci saranno le elezioni regionali, sentiamo la necessità che si attivi un confronto sui tanti temi che riguardano il nostro territorio per superare quel gap che esiste tra la Toscana centrale e la Costa, senza parlare poi delle aree interne. Non vogliamo rassegnarci ad essere un territorio marginale, così come non vogliamo rassegnarci a questo spirito consociativo che sembra albergare nella politica provinciale. La pratica della partecipazione deve essere centrale nella costruzione di un’alternativa. Con il voto referendario – conclude Del Vecchio – milioni di persone hanno scelto di far sentire la propria voce, hanno riaffermato che la democrazia non è un rituale vuoto, ma una pratica viva. Ecco perché proseguiremo nella nostra azione, perché il vero fallimento non è perdere, ma abbandonare chi ha avuto il coraggio di lottare".