
Il presidente della ’Franchiumberto marmi’, Alberto Franchi e la vice presidente, Bernarda Franchi, condannati in primo grado dalla sentenza del tribunale di Massa emessa dal giudice Fabrizio Garofalo
di Alfredo Marchetti
Sono arrivate le condanne per frode ed evasione fiscale tramite fatturazione per Alberto e Bernarda Franchi, rispettivamente presidente e vice presidente della Franchi Umberto Marmi. La sentenza emessa dal giudice del tribunale di Massa Fabrizio Garofalo ha dato ragione all’ipotesi accusatoria della Procura, ovvero che furono emesse alcune fatture per costi non inerenti all’azienda del marmo, con conseguente non pagamento dell’Iva. Si parla di alcune migliaia di euro, che la stessa azienda, seguita dal professor Giulio Andreani, aveva già provveduto a saldare con l’Agenzia delle entrate, successivamente all’indagine della Guardia di finanza, partita tramite intercettazioni telefoniche nel 2019. Alberto Franchi, difeso dai legali Tullio Padovani e Salvatore Grillo, accusato di “dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni inesistenti“ e “Dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici“ è stato condannato in primo grado a 4 anni; Bernarda Franchi, difesa dal legale Alessio Strenta, a 2 anni (pena sospesa) per la prima accusa; il dipendente Carlo Vanni, difeso dal legale Luca Lattanzi, a tre anni.
L’azienda ha rilasciato un comunicato: "Franchi Umberto Marmi (Fum), azienda leader del “Made in Italy” a livello internazionale nel settore della lavorazione e della commercializzazione del pregiato marmo di Carrara, quotata sul mercato Euronext Growth Milan, comunica che il consiglio di amministrazione è stato informato e ha preso atto del dispositivo della sentenza di primo grado pronunciata dal Tribunale di Massa nel procedimento in danno di Alberto e Bernarda Franchi, rispettivamente presidente e vice-presidente della società, per il procedimento penale già in comunicato al mercato, afferente i contestati reati di cui agli articoli 2 e 3 Decreto legislativo 74/2000 e 483 codice penale per Alberto Franchi e articolo 2 Decreto legislativo 74/2000 per Bernarda Franchi. Il dispositivo della sentenza di primo grado riferisce una condanna, per i reati ascritti, ad Alberto Franchi di 4 anni di reclusione e a Bernarda Franchi di 2 anni di reclusione con pena sospesa, con deposito delle motivazioni in 90 giorni".
"Il consiglio di amministrazione della società – prosegue la nota –, tempestivamente convocato ad esito della pronuncia, ha espresso piena ed incondizionata fiducia nei confronti di entrambi gli amministratori confermando convintamente la stima nelle capacità professionali, nel rigore gestionale e nella dedizione alla società da sempre dimostrata da Alberto e Bernarda Franchi. Il consiglio di amministrazione, nel ribadire la propria vicinanza personale e istituzionale al proprio presidente e al proprio vice-presidente, informa che intende continuare a supportarli attivamente in vista delle fasi successive del procedimento – sia in sede di appello sia ogni ulteriore grado di giudizio – auspicando la conferma di una piena estraneità alle contestazioni sollevate, come già sostenuto nel corso delle precedenti fasi del giudizio".
Il presidente Alberto Franchi dichiara: "Il dispositivo della sentenza di primo grado ci coglie di sorpresa ma dobbiamo attendere le motivazioni per poter prendere contezza della logica giuridica riposta dal giudice alla base delle così severe pene, che mal si conciliano, quanto meno in astratto, con l’intervenuto integrale pagamento del debito tributario di cui all’atto di adesione intervenuto con l’Agenzia delle Entrate. In attesa, comunque, di leggere le motivazioni, non posso che affermare che ricorreremo senza dubbio in appello, certi di una sentenza che riaffermi il nostro buon operato".
La società "continuerà a tenere il mercato informato – si conclude la nota –, anche nel pieno rispetto degli obblighi di legge e regolamentari, e resta impegnata a garantire massima trasparenza e correttezza nella gestione degli adempimenti societari, mantenendo al centro la tutela degli stakeholder, dei dipendenti e della propria reputazione".