REDAZIONE LA SPEZIA

Battaglie legali, ricorsi in tribunale e traslochi

La compagnia telefonica Illiad dopo le tante contese con il Comune di Arcola lascerà l’area di Fresonara rinunciando all’antenna

Il sindaco di Arcola Monica Paganini (immagine di archivio)

Il sindaco di Arcola Monica Paganini (immagine di archivio)

Stavolta è proprio il caso di dirlo: ha vinto il topolino. Il "piccolo Comune" di Arcola può ufficialmente preparare i bagagli a Iliad, dopo due anni di contrasti, di battaglia legale, di lavoro degli uffici comunali, i ricorsi e soprattutto le vittorie in Tribunale da parte dell’amministrazione comunale il colosso telefonico se ne andrà da Fresonara. Dovrà smantellare il cantiere, ricoprire la fossa scavata all’improvviso la mattina del 13 febbraio 2023, portare via i mezzi cingolati e portare altrove soprattutto la volontà di istallare un pennone di 18 metri. La lunga vicenda anche giurisdizionale, che ha riguardato la richiesta di installazione di impianto di radiocomunicazione a Fresonara, giunge all’epilogo, come ha ha annunciato con soddisfazione la sindaca Monica Paganini.

"La nostra fermezza e chiarezza di atti e posizioni – ha spiegato la prima cittadina – è stata coraggiosa e tutt’altro che facile ma ha raggiunto l’obiettivo perché Comune e popolazione si sono uniti con lo stesso intento". Un percorso che è durato ben due anni ma che è stato segnato dal fiato sul collo alla compagnia che non è riuscita a portare il lavoro avanti, prima per il sit in della popolazione quindi per lo stop derivato dall’azione portata avanti del Comune di Arcola. Un’indagine serrata degli uffici comunali che hanno trovato incongruenze e difformità. Apparentemente inezie, ma che sul piano burocratico hanno avuto un peso non indifferente e sul piano legale sono state un macigno, per Iliad che ha perso tutti i ricorsi.

E con la vittoria a segno, la corsa del comune arcolano contro il 5G non finisce qua. "La nostra posizione sul tema antenne – prosegue la sindaca – confermata nel regolamento comunale approvato, sarà ribadita in tutte le sedi possibili, per far sentire la voce dei territori che invece una serie di norme nazionali vuol eliminare. Non sarà facile. Ma lo faremo con ogni nuova idea che potremo trovare". Nel caso di Fresonara, la presenza attiva della popolazione ha supportato l’iniziale pronto recupero di un iter burocratico interno passato per ordinaria amministrazione.

"Ci siamo schierati in prima linea, ostinati e determinati con ogni mezzo che è stato possibile attivare per ostacolare il proliferare senza controllo di impianti sempre più potenti la cui sicurezza in termini di salute è assolutamente incerta. Non è una posizione facile da mantenere. Ma occorre entrare nel merito di questo tema che è stato gestito nella più imbarazzante deregolamentazione da parte dei governi centrali". Intanto è arrivata anche una mossa ulteriore.

Il vicesindaco Gianluca Tinfena aveva richiesto alla Regione Liguria di affidare un incarico di valutazione epidemiologica sulle emissioni come ha fatto al Toscana, ma ad oggi non è giunta alcuna risposta. Il Comune di Arcola si è comunque dotato di un regolamento, prevedendo "zone rosse" da cui le possibili antenne dovrebbero stare lontane, quelli che prima dell’ultimo decreto del Governo erano considerati i luoghi sensibili come asili, chiese, ospedali e i cui paletti sono venuti meno. "E’ molto importante anche – ha concluso la sindaca Monica Paganini – che tutti i Comuni facciano rete per recuperare potere decisionale e determimante in merito alle varie istallazioni di antenne telefoniche sul proprio territorio".

Cristina Guala