
Temperature vicine ai quaranta gradi nei capannoni della base navale della Marina. Dopo le richieste di Flp Difesa e delle Rsu di Marinarsen, la direzione avvia il lavoro agile.
Impianti di condizionamento rotti, temperature che sfiorano i 40 gradi in uffici e officine: in Arsenale scatta lo smart working per il personale amministrativo e il trasferimento degli operai in capannoni più “freschi“. Anche la base navale della Marina militare non è risparmiata dall’ondata di caldo estivo, tanto da costringere i vertici a concedere il lavoro agile al personale d’ufficio e a riorganizzare le attività d’officina per garantire agli operai condizioni microclimatiche adeguate. L’ordine di servizio, firmato dal direttore dell’Arsenale, Enrico Olivo, e dal vicedirettore Antonio Onorati, è arrivato pochi giorni fa, a seguito delle segnalazioni giunte dal sindacato Flp Difesa e dalle Rsu di Marinarsen. Il dispaccio, in cui si tiene conto "della criticità delle condizioni climatiche e in considerazione del non funzionamento del sistema di condizionamento di alcuni locali dello stabilimento", dispone che "il personale dipendente, amministrativi, tecnici e funzionari, che svolge attività in locali, ufficine e uffici con impianto guasto o non funzionante" possa svolgere "la normale attività lavorativa in modalità afgile".
A sollevare criticità sullo stato in cui opera il personale all’interno dello stabilimento era stato, nei giorni scorsi, il sindacato Flp Difesa, che in una lettera alla direzione dell’Arsenale firmata dal segretario di Flp Difesa, Christian Palladino, aveva evidenziato "condizioni microclimatiche critiche in diversi ambienti del comprensorio", come l’officina siluri, l’ufficio del personale, la segreteria unica Rmn, le sezioni studi ed esperienze e gli adiacenti uffici, la Scuola Allievi operai. "A ciò si aggiunge la situazione dell’Officina Girobussole, dove la temperatura interna ha superato i 39 gradi – si legge nella lettera – rendendo particolarmente difficoltoso lo svolgimento delle attività lavorative. Siamo consapevoli che sono già in corso interventi per il ripristino degli impianti di condizionamento e confidiamo nel loro completamento quanto prima. Tuttavia, nell’immediato, chiediamo misure temporanee e straordinarie che possano contribuire a mitigare gli effetti dell’ondata di calore e a tutelare il benessere psicofisico del personale, come l’attivazione immediata dello smart working ove compatibile con le mansioni svolte, la temporanea dislocazione del personale attualmente impiegato nei locali più critici, verso ambienti maggiormente climatizzati, e la sospensione delle attività nelle ore più calde per il personale tecnico o attivare turnazioni brevi".
Soluzioni che secondo il sindacato sarebbero già state sperimentate in analoghe circostanze, e che "potrebbero offrire un sollievo immediato, in attesa del pieno ripristino degli impianti". Una situazione delicata che era stata evidenziata anche dalle Rsu di Marinarsen, con una lettera alla direzione dell’Arsenale in cui si sottolineava "che numerose realtà operative all’interno dell’Arsenale stanno affrontando condizioni ambientali estremamente critiche, con temperature che raggiungono e superano i 40 gradi. Tali condizioni – si legge nella missiva delle Rsu – risultano ben oltre i limiti di comfort termico raccomandati, e pongono un serio rischio per la salute e la sicurezza dei redattori". Da qui la richiesta di attivare lo smart working laddove compatibile con le mansioni svolte: richiesta che è stata accolta dalla direzione dell’Arsenale, che in attesa di riparare i guasti all’impianto di condizionamento ha concesso il lavoro agile al personale amministrativo, e a riorganizzare il lavoro nelle officine.