NICOLA CIUFFOLETTI
Cronaca

Asl, liste di attesa ’lumaca’: "Devo mappare i nei per controllo. Prima data possibile tra due anni"

Il racconto di una grossetana che già nel 2024 si era dovuta rivolgere a una struttura privata "Il 26 agoso scorso mi hanno proposto come periodo possibile maggio 2027. Dovrò pagare ancora".

Una visita specialistica dermatologica

Una visita specialistica dermatologica

Grosseto, 30 agosto 2025 – Un’attesa lunga quasi due anni per una semplice visita dermatologica di controllo. È quanto ha scoperto, con amarezza, una donna di Grosseto che ha provato a prenotare la mappatura dei nei tramite il portale della sanità toscana. Dopo aver inserito la richiesta del medico di famiglia le è arrivato un sms sul cellulare con numero di protocollo e data. L’inserimento della richiesta è avvenuto il 26 agosto 2025, ma il primo appuntamento disponibile all’ospedale di Grosseto è risultato essere il 25 maggio 2027.

Praticamente quasi due anni per un controllo che invece andrebbe fatto in genere annualmente. Non quello però denunciato da una signora maremmana non si tratta di un caso isolato.

"È già la seconda volta che mi succede – racconta la donna, che preferisce rimanere anonima – Già nel 2024 mi avevano dato appuntamento per giugno 2025. All’epoca, per non aspettare, mi rivolsi a pagamento a una clinica privata. Avevo notato un sospetto basalioma cutaneo in viso, e il dermatologo decise di procedere con l’asportazione. Per fortuna si è rivelata una forma di tumore benigna, ma se non lo fosse stata? Cosa sarebbe successo se avessi aspettato un anno intero?". La testimonianza mette in luce un problema sempre più diffuso: l’accesso rallentato alle prestazioni dermatologiche ( e non solo) nella sanità pubblica, con tempi d’attesa che in alcuni casi superano i 20 mesi, spingendo molti cittadini a ricorrere al privato. "Ogni anno effettuo questo tipo di controllo per prevenzione – continua la donna – ma di fronte a queste attese sono costretta a pagare. E ogni visita costa almeno 125 euro".

Non manca lo sdegno per una situazione che, secondo la testimone, va ben oltre il singolo caso. "Capisco le difficoltà organizzative nei reparti, ma la sanità pubblica è un diritto, non un lusso. Stiamo scivolando sempre di più verso un modello di sanità privata, in cui chi può permettersi di pagare si cura, mentre gli altri restano in lista d’attesa. È inaccettabile".

La donna parla anche di carenze più ampie, dal personale sanitario insufficiente alla mancanza di materiali, che influenzano negativamente l’efficienza dei servizi. Un quadro che preoccupa, soprattutto in un territorio come quello grossetano dove la sanità pubblica rappresenta un presidio fondamentale. La speranza è che le istituzioni raccolgano l’appello di chi, con senso civico, denuncia non solo un disservizio, ma un campanello d’allarme per l’intero sistema.